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Entries Tagged ‘Veltroni’

Ok impronte a tutti, ma l’ordinanza Maroni resta

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni accoglie favorevolmente la norma, inserita nella Finanziaria, che prevede la rilevazione delle impronte digitali a tutti i cittadini dal 2010 ma precisa che questo “non supera l’ordinanza sul censimento nei campi nomadi”, che quindi non verrà ritirata. “Tutto ciò che va nel segno di garantire maggiore sicurezza va benissimo”, spiega Maroni. Con la norma inserita in finanziaria, “il sistema della sicurezza avrà maggiori informazioni non solo per quanto riguarda i criminali, non solo per quanto riguarda le identificazioni di chi è sconosciuto, cioè coloro che vivono nei campi nomadi, ma anche un’identificazione più certa per chi è già conosciuto, i cittadini italiani iscritti all’anagrafe. L’iniziativa dà più strumenti per avere le certezze che servono per garantire sicurezza. E’ una norma che approvo in pieno, ma che non cambia nulla rispetto all’azione che stiamo facendo perchè questa è un’azione che stiamo facendo adesso per riconoscere e dare un’identità a chi un’identità non ce l’ha: non sappiamo chi c’è nei campi nomadi”. “Perchè dovrei ritirare l’ordinanza? E’ un’ordinanza che riguarda il censimento nei campi nomadi per ottenere l’identificazione di chi c’è. Si fa attraverso i rilievi fotosegnaletici, tra cui le impronte digitali. Tutto il resto è polemica strumentale. Veltroni si vada a rileggere il Patto per Milano sicura sottoscritto dal ministro Amato, governo Prodi: lì si parlava di emergenza rom, la discriminazione etnica era lì. Nella nostra ordinanza - rileva l’esponente del Carroccio - non si parla mai di rom, si parla di campi nomadi”. A giudizio di Maroni, chi a sinistra “continua ad accusarci di discriminazione etnica dovrebbe avere la decenza di stare zitto e l’onestà di chiedere scusa per le accuse infondate, strumentali, faziose e false rivolte al governo. Le polemiche non mi impressionano e non mi interessano perchè sono basate su un falso: il governo italiano è stato accusato di comportamenti discriminatori sulla base di un presupposto falso, cioè che queste ordinanze siano prese nei confronti dell’etnia rom. Questo è un falso: sono ordinanze - spiega Maroni - che riguardano una situazione di fatto di campi nomadi abusivi, a Roma ce ne sono oltre cento, dentro i quali non si sa chi c’è. Non c’è nessuna discriminazione su base etnica le polemiche sono fasulle e tarocche, basate su un falso, chi le fa dovrebbe semplicemente vergognarsi e chiedere scusa”.

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I nostri obiettivi sono Federalismo e Sicurezza. Ogni ostacolo va eliminato

Federalismo e sicurezza sono gli obiettivi principali della Lega, qualsiasi cosa si frapponga alla loro realizzazione è da considerare un ostacolo da rimuovere. Questo il pensiero del segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, che attraverso due interviste (su La Stampa e Repubblica), rilancia la necessità di dialogo sui grandi temi di interesse del Paese e ridimensiona la portata del sì leghista ai rifiuti napoletani al Nord: "E’ una cosa gonfiata dai giornali, visto che sono le Regioni ad avere voce in capitolo. Inoltre, la questione è già in via di risoluzione. Sarà poi interessante vedere il comportamento delle Regioni rosse".

Bossi ritiene che il richiamo ad un "clima più sereno" lanciato l’altro giorno dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia giusto, perché "questo clima avvelenato non serve a nessuno, nemmeno a Veltroni. Voglio parlare con Veltroni per fargli capire che dialogare serve anche a loro. Perchè tutti gli italiani, anche gli elettori del Pd, staranno meglio con il federalismo fiscale".

Quanto al premier Silvio Berlusconi, il leader del carroccio assicura: "con Silvio parlerò eccome. Gli dirò di darsi una calmata. Sono il ministro per le Riforme. E per le riforme sono disposto a tutto. Anche a fare il paciere. Non sono più tranquillo, se voglio ho dieci milioni di persone con me che posso muovere… Ma sulla magistratura cerco di fermare Berlusconi. Anche se capisco che fa così, perchè i giudici lo stanno legnando inutilmente. Ma è anche vero che adesso, nelle condizioni in cui si trova il Paese, bisogna essere più calmi, ragionare a freddo per il bene dei cittadini. Farsi la guerra in questo momento non conviene proprio, nè da una parte nè dall’altra. E’ una fase importante, anzi decisiva per imboccare il percorso verso le riforme, in particolare quella federale. Il Paese ha bisogno di cambiamenti, deve essere ammodernato. Litigi e veleni non portano da nessuna parte. Noi - prosegue Bossi - siamo andati al governo facendo un patto coi nostri elettori: gli abbiamo promesso il federalismo e la sicurezza. E questo vogliamo portare a casa. In fretta. Tutto quello che può in qualche modo allontanare da questi obiettivi, per la Lega è un ostacolo da rimuovere o da risolvere". Infine,  le questioni legate all’emergenza rifiuti a Napoli: "Berlusconi è venuto da me e mi ha detto: "Umberto, mettiti una mano sulla coscienza che a Napoli ci sono i bambini che giocano in mezzo ai topi… . Noi non siamo mai stati sordi, ma prima dovevano fare delle cose. Io non potevo far passare il principio che il Nord avrebbe risolto come al solito i problemi del Sud. Berlusconi poi ha fatto i miracoli. Stava a Napoli due giorni alla settimana. Lo vedevo che partiva dopo il consiglio dei Ministri. Adesso il problema è quasi risolto. Ha fatto riaprire i termovalorizzatori che quei pazzi di magistrati avevano chiuso. Io - conclude il ministro per le Riforme - ho detto che la decisione se accogliere i rifiuti sarebbe stata presa dalle Regioni. Voglio vedere cosa faranno le Regioni della sinistra. La sinistra sa che se risolviamo il problema dei rifiuti loro non prendono più un voto. Adesso ne è rimasta una piccola quantità qualche carrettata… Al Nord cosa gliene frega di un sacco di rifiuti e basta".

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I nostri obiettivi sono Federalismo e Sicurezza. Ogni ostacolo va eliminato

Federalismo e sicurezza sono gli obiettivi principali della Lega, qualsiasi cosa si frapponga alla loro realizzazione è da considerare un ostacolo da rimuovere. Questo il pensiero del segretario federale della Lega Nord, Umberto Bossi, che attraverso due interviste (su La Stampa e Repubblica), rilancia la necessità di dialogo sui grandi temi di interesse del Paese e ridimensiona la portata del sì leghista ai rifiuti napoletani al Nord: "E’ una cosa gonfiata dai giornali, visto che sono le Regioni ad avere voce in capitolo. Inoltre, la questione è già in via di risoluzione. Sarà poi interessante vedere il comportamento delle Regioni rosse".

Bossi ritiene che il richiamo ad un "clima più sereno" lanciato l’altro giorno dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, sia giusto, perché "questo clima avvelenato non serve a nessuno, nemmeno a Veltroni. Voglio parlare con Veltroni per fargli capire che dialogare serve anche a loro. Perchè tutti gli italiani, anche gli elettori del Pd, staranno meglio con il federalismo fiscale".

Quanto al premier Silvio Berlusconi, il leader del carroccio assicura: "con Silvio parlerò eccome. Gli dirò di darsi una calmata. Sono il ministro per le Riforme. E per le riforme sono disposto a tutto. Anche a fare il paciere. Non sono più tranquillo, se voglio ho dieci milioni di persone con me che posso muovere… Ma sulla magistratura cerco di fermare Berlusconi. Anche se capisco che fa così, perchè i giudici lo stanno legnando inutilmente. Ma è anche vero che adesso, nelle condizioni in cui si trova il Paese, bisogna essere più calmi, ragionare a freddo per il bene dei cittadini. Farsi la guerra in questo momento non conviene proprio, nè da una parte nè dall’altra. E’ una fase importante, anzi decisiva per imboccare il percorso verso le riforme, in particolare quella federale. Il Paese ha bisogno di cambiamenti, deve essere ammodernato. Litigi e veleni non portano da nessuna parte. Noi - prosegue Bossi - siamo andati al governo facendo un patto coi nostri elettori: gli abbiamo promesso il federalismo e la sicurezza. E questo vogliamo portare a casa. In fretta. Tutto quello che può in qualche modo allontanare da questi obiettivi, per la Lega è un ostacolo da rimuovere o da risolvere". Infine,  le questioni legate all’emergenza rifiuti a Napoli: "Berlusconi è venuto da me e mi ha detto: "Umberto, mettiti una mano sulla coscienza che a Napoli ci sono i bambini che giocano in mezzo ai topi… . Noi non siamo mai stati sordi, ma prima dovevano fare delle cose. Io non potevo far passare il principio che il Nord avrebbe risolto come al solito i problemi del Sud. Berlusconi poi ha fatto i miracoli. Stava a Napoli due giorni alla settimana. Lo vedevo che partiva dopo il consiglio dei Ministri. Adesso il problema è quasi risolto. Ha fatto riaprire i termovalorizzatori che quei pazzi di magistrati avevano chiuso. Io - conclude il ministro per le Riforme - ho detto che la decisione se accogliere i rifiuti sarebbe stata presa dalle Regioni. Voglio vedere cosa faranno le Regioni della sinistra. La sinistra sa che se risolviamo il problema dei rifiuti loro non prendono più un voto. Adesso ne è rimasta una piccola quantità qualche carrettata… Al Nord cosa gliene frega di un sacco di rifiuti e basta".

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Immigrazione, patetiche critiche dal NYT. Gli Usa sono molto più restrittivi

”Patetiche e senza alcun fondamento le critiche del New York Times all’ Italia in materia di immigrazione. Proprio gli Usa hanno le norme piu’ restrittive e rigide del mondo”. E’ il commento del deputato della Lega Nord, Pierguido Vanalli, alle critiche espresse oggi dal giornale statunitense verso la legge sull’ immigrazione e il decreto sicurezza del governo italiano. ”Voglio far presente agli esimi giornalisti e opinionisti del blasonato quotidiano newyorchese - afferma Vanalli - che mai una riga hanno scritto del continuo massacro che si svolge alle frontiere con il Messico di poveri disgraziati che partono specialmente dal Guatemala con il famoso ‘treno della morte’ dove i clandestini si mettono sopra i serbatoi del gas liquido di questo convoglio che arriva fino ai confini del Texas ma che ogni qualvolta la meta’ di coloro vengono orrendamente mutilati o muoiono per la mancanza di equilibrio quando il treno percorre alcune regioni messicane. Mai una riga, sui morti ai confini della California, a ridosso di San Diego”. Questo, per il deputato leghista, e’ un chiaro ”attacco al governo di centrodestra da parte dei benpensanti della sinistra americana. L’omicidio della signora Reggiani, a Roma, ha svegliato anche l’ ”americano’ Veltroni che ha inserito nel programma del Pd norme severe contro l’immigrazione per poi, come e’ successo ieri al Senato, rimangiarsele”. Dunque, a parere di Vanalli il giornale americano fa bene a leggersi il pacchetto Maroni che e’ ”un passo avanti rispetto alla attuale situazione. Abbiamo rispettato cio’ che la gente chiede: la sicurezza e abbiamo agito di conseguenza. Queste - conclude - sono disposizioni europee e non c’e’ nulla fuori del normale”.

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Veltroni si calmi e la smetta con gli attacchi alla Lega

"Veltroni si calmi e la smetta di attaccare la Lega". Lo afferma, il presidente dei senatori della Lega Nord, Federico Bricolo, in merito alle dichiarazioni di oggi del segretario del Pd. Per il capogruppo della Lega è utile, piuttosto, che Veltroni "pacatamente e serenamente", pensi a risolvere i problemi che ha all’interno del Pd e con i suoi alleati’. Sul campo nomadi a Venezia, Bricolo fa presente a Veltroni chese crede che la costruzione del campo è una priorità, allora lo vada a spiegare ai suoi elettori che ora  - conclude il capogruppo leghista - stanno dimostrando con i nostri contro la realizzazione di questa struttura".

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Il Che Guevara della mente del rai al Pigneto inguaia Veltroni

“Ora Veltroni ci dice che i tatuaggi non contano? Ma se fino a ieri si è imbastita una polemica solo sulla presenza di presunte svastiche viste da qualche testimone… La verità e che Veltroni e la sinistra non vogliono ammettere che per fermare certe violenze occorre ridare sicurezza alle nostre città”: Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, commenta così la reazione di Veltroni alla notizia che il responsabile del raid a Roma ha simpatie di sinistra. “Oggi Veltroni sostiene che il tatuaggio di Che Guevara non conta e poi si sofferma, come a ribadire la matrice fascista dell´aggressione, su presunte sciarpe con le croci uncinate. Non vorremmo - aggiunge il deputato leghista - che ora valesse più una sciarpa di un tatuaggio… la realtà è che a Veltroni e alla sinistra è caduto tutto il castello accusatorio contro il governo e il clima nel Paese”. “Se veramente vogliamo sconfiggere certe reazioni occorre rendere più sicuri i quartieri, limitare la presenza di zingari e azzerare quella dei clandestini, eliminare i campi nomadi e ridare tranquillità alle periferie. A meno che - conclude Grimoldi - a Veltroni non venga in mente, in questo clima bipartisan, di proporre, attraverso una legge, la possibilità di sprangare liberamente se si hanno tatuaggi di Che Guevara. Del resto, almeno mediaticamente, la realtà è già questa. Perchè nessuno urla al pericolo rosso? ”

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Bossi: sul federalismo ho una mia proposta

"Veltroni? In questo moemnto è in difficoltà, perché non sa bene come districarsi dalla manovra "avvolgente" messa in atto da Berlusconi". Ha dirlo è il segretario feederale della Lega Nord, Umberto Bossi, conversando con i giornalisti a Montecitorio. Il ministro delle riforme, continua comunque a ritenere che la strada del dialogo vada percorsa: "Sono fiducioso - ha detto - . Dopo che si è detto di sì, poi è difficile rimangiarsi la parola". Per Bossi il cambiamento è una assoluta necessità. "Prima si fanno le riforme - ha ricordato - e prima il Paese torna a muoversi". E anticipa: "Presenterò un mio progetto. Parte di questo sarà federalismo e prenderà spunto anche dalla bozza Violante".

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Dipendendi pubblici fannulloni? Colpiamoli nel portafoglio

"Quello rivelato oggi da Repubblica con un filmato davanti alla Corte di Cassazione è abbandono del posto di lavoro ed è un reato penale, quindi possono intervenire i giudici. Il fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione in alcune situazioni ha effetti patologici". Lo sostiene il senatore della Lega Nord Massimo Garavaglia dopo che il sito Repubblica.it ha mandato in rete il filmato davanti alla Corte di Cassazione dove alcuni dipendenti timbravano ed uscivano. A questo proposito, Garavaglia ricorda i dati del comune di Roma: "Prima con la gestione Rutelli e di seguito con Veltroni la media di assenze l’anno era di 39 giorni". A que4sto punto, cosa si può fare? In che maniera si può intervenire? Garavaglia, propone di iniziare con "cose semplici"."Iniziamo - afferma - a rispettare la legge. E’ singolare e sconcertante che i primi che non rispettano appunto la legge sono i dipendenti della Cassazione, il massimo organo giudiziario. Basta fare come i privati: non si può accedere ai premi di produzione se fai almeno 15 giorni di assenze l’anno".

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Calderoli: bene il governo ombra del pd, non quello della Mussolini

"Ho apprezzato l’iniziativa dell’opposizione di dare vita ad un Governo ombra, con cui potersi confrontare, fatto salvo il ministro dell’Attuazione del Programma che francamente in un Governo ombra sembra una pura follia". E’ l’opinione del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli. "Ho qualche perplessità, invece, sul Governo della penombra della Mussolini, soprattutto perché - sottolinea l’esponente leghista - utilizza impropriamente anche degli esponenti della Lega. Gli uomini e le donne della Lega sono persone solari e come tali possono solo appartenere al Governo del sole e della luce, quella luce e quel sole che hanno portato Veltroni nell’ombra".

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Grimoldi: sinistra contro gli israeliani, noi con i tibetani

"Domani a Torino i centri sociali e la sinistra estrema scenderanno in piazza contro Israele. Noi, contemporaneamente, sciopereremo nelle scuole del Nord a favore del popolo tibetano. La differenza tra la Lega e il mondo dell´antagonismo di sinistra è questa: loro sono contro l´autodeterminazione dei popoli, noi a favore della Libertà e della Democrazia": Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, annuncia la giornata di scioperi e proteste in 500 scuole superiori del Nord. L´esponente leghista sarà presente domani a Milano alle 12,30 allo sciopero organizzato all´istituto Ettore Conti in via De Vincenti 11 a Milano. "In occasione della fiera del libro di Torino - aggiunge il deputato leghista - gli ex alleati di Prodi e Veltroni scenderanno in piazza per chiedere la cancellazione di uno Stato e di un popolo, quello israeliano. Se veramente il Partito Democratico vuole prendere le distanze da questi teppisti e dalle frange estremiste della sinistra lascino tutte le giunte locali dove governano con i comunisti italiani finanziando i centri sociali che metteranno a ferro e fuoco Torino". "Al contrario noi saremo tra gli studenti a parlare di Democrazia e Libertà, a favore del popolo tibetano e contro l´oppressione comunista cinese. Padania e Tibet - conclude Grimoldi - si trovano ancora una volta unite dalla difesa dei valori dell´uomo contro chi vuole cancellare ogni libertà" .

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