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giu 25

”Patetiche e senza alcun fondamento le critiche del New York Times all’ Italia in materia di immigrazione. Proprio gli Usa hanno le norme piu’ restrittive e rigide del mondo”. E’ il commento del deputato della Lega Nord, Pierguido Vanalli, alle critiche espresse oggi dal giornale statunitense verso la legge sull’ immigrazione e il decreto sicurezza del governo italiano. ”Voglio far presente agli esimi giornalisti e opinionisti del blasonato quotidiano newyorchese - afferma Vanalli - che mai una riga hanno scritto del continuo massacro che si svolge alle frontiere con il Messico di poveri disgraziati che partono specialmente dal Guatemala con il famoso ‘treno della morte’ dove i clandestini si mettono sopra i serbatoi del gas liquido di questo convoglio che arriva fino ai confini del Texas ma che ogni qualvolta la meta’ di coloro vengono orrendamente mutilati o muoiono per la mancanza di equilibrio quando il treno percorre alcune regioni messicane. Mai una riga, sui morti ai confini della California, a ridosso di San Diego”. Questo, per il deputato leghista, e’ un chiaro ”attacco al governo di centrodestra da parte dei benpensanti della sinistra americana. L’omicidio della signora Reggiani, a Roma, ha svegliato anche l’ ”americano’ Veltroni che ha inserito nel programma del Pd norme severe contro l’immigrazione per poi, come e’ successo ieri al Senato, rimangiarsele”. Dunque, a parere di Vanalli il giornale americano fa bene a leggersi il pacchetto Maroni che e’ ”un passo avanti rispetto alla attuale situazione. Abbiamo rispettato cio’ che la gente chiede: la sicurezza e abbiamo agito di conseguenza. Queste - conclude - sono disposizioni europee e non c’e’ nulla fuori del normale”.

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Il: 25 06 2008| Nessun Commento »
giu 23

"La maggioranza degli italiani è favorevole alla trasformazione dell’Italia in un Paese federalista. E se si votasse oggi per il referendum sulla devolution, bocciato due anni fa, vincerebbero nettamente i si’". È quanto rivela l’ultimo sondaggio realizzato dall’Swg e pubblicato dal quotidiano online Affaritaliani.it. "Alla domanda "i cittadini sono favorevoli al federalismo?" la risposta è certamente si’", Per quanto riguarda la distribuzione geografica, "i favorevoli alla riforma in senso federale sono nettamente più al Nord, con la Lombardia e il Veneto in testa. Il dato è maggiormente in equilibrio nelle regioni centrali, mentre prevale una certa contrarietà al Sud, anche se il sì sta crescendo pure nel Mezzogiorno.

 Alla base del via libera della maggioranza degli italiani al federalismo c’è anche l’ottimo andamento del Carroccio nelle intenzioni di voto. "Gli ultimissimi dati segnalano che se si rivotasse oggi, la Lega prenderebbe più dell’8,3 per cento ottenuto in aprile (Camera). La Lega  attualmente si attesta intorno al 10 per cento, forse anche qualcosina in più. Non solo, la fiducia nel ministro delle Riforme Umberto Bossi,  ha registrato ultimamente una crescita. Il consenso della Lega èelevatissimo nelle zone dove il movimento è tradizionalmente più forte ma si sta anche allargando in altre aree del Paese. Sta scendendo dall’Emilia Romagna verso la Toscana, le Marche e l’Umbria".

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Il: 23 06 2008| Nessun Commento »
giu 23

“Oggi sono arrivati altri quattro barconi nell’arco di due ore. Se non si pone rimedio, a breve l’isola scoppiera’. Inoltre il turismo sta morendo, l’economia sta crollando”. Lo ha dichiarato la senatrice della Lega Nord Angela Maraventano, vicesindaco di Lampedusa, dopo che stamani sono avvenuti altri sbarchi nell’isola. Maraventano spiega come la situazione sanitaria per i residenti e’ “al limite della sopravvivenza” e fa un esempio: “Se un bambino si ammala, come mia figlia, ferma da tre giorni su una sedia per una sospetta frattura al piede, c’e’ il serio rischio che la situazione possa peggiorare perche’ il radiologo non e’ fisso, ma e’ presente sull’ isola due volte la settimana”. La senatrice della Lega, in occasione del voto sul decreto sicurezza che si svolgera’ domani al Senato, si augura che “il decreto venga approvato subito e domani, per me lampedusana e per il nostro paese, sara’ un giorno da ricordare anche grazie a tutti i miei colleghi e al ministro Maroni. Questo decreto per noi e’ tantissimo, perche’ abbiamo una speranza, una luce in un torbido buio che dura da almeno cinque anni”. Sui clandestini che arrivano sull’isola, Angela Maraventano spiega: “Questi poveretti vengano aiutati nel loro paese perche’ solo cosi’ si puo’ arginare questo massacro”. Sul viaggio a Tripoli di Berlusconi, la senatrice leghista si augura che il presidente “assuma con il leader libico Gheddafi accordi sedi per salvare questa povera gente, come fu fatto con gli accordi bilaterali tra Roma e Tirana. Questi sono i problemi che hanno i lampedusani - conclude la senatrice Maraventano - che non hanno mai chiesto nulla al governo, se non di essere cittadini di serie A. Finora hanno vissuto e sopravvissuto da soli, con le proprie forze”.

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Il: 23 06 2008| Nessun Commento »
giu 11

Sì leghista al prestito ponte per Alitalia. Il movimento di Umberto Bossi, accende il semaforo verde perché, proprio grazie agli emendamenti del Carroccio, in materia di traffico aereo finalmente si "si è di fronte ad una svolta". A spiegarlo è stato il vice-capogruppo alla Camera, Marco Reguzzoni intervenendo in fase di dichiarazione di voto sulla conversione del decreto legge. Con i nostri correttivi, ha sottolioneato "d’ora in poi non sarà il governo centralista a decidere dove partiranno i voli, ma sarà il mercato". Sulla procedura di investigazione avviata dall’Ue a proposito del prestito è invece intervenuto l’onorevole Giacomo Strucchi: "Il nostro obiettivo era e rimane quello di salvare lo scalo di Malpensa, con o senza il vettore nazionale", ha sostenuto. "Ecco perché - sottolinea - vigileremo, molto più che l’Unione europea e le sue procedure, affinché l’aiuto alla compagnia non solo non si ponga al di fuori delle regole del libero mercato, ma serva soprattutto a dare tempo all’hub lombardo di riorganizzare il proprio traffico con nuove compagnie. Fanno sorridere poi - aggiunge il parlamentare del Carroccio - certe affermazioni da parte di alcuni esponenti dell’opposizione che si professano difensori del libero mercato quando, sino all’altro ieri, dispensavano pareri sulle necessita’ degli aiuti di Stato, non soltanto nel caso di Alitalia. A costoro, che si scoprono fautori del libero mercato solo in queste ultime ore, suggerirei di essere liberisti sempre e non ad intermittenza".

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Il: 11 06 2008| Nessun Commento »
mag 29

“Ora Veltroni ci dice che i tatuaggi non contano? Ma se fino a ieri si è imbastita una polemica solo sulla presenza di presunte svastiche viste da qualche testimone… La verità e che Veltroni e la sinistra non vogliono ammettere che per fermare certe violenze occorre ridare sicurezza alle nostre città”: Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, commenta così la reazione di Veltroni alla notizia che il responsabile del raid a Roma ha simpatie di sinistra. “Oggi Veltroni sostiene che il tatuaggio di Che Guevara non conta e poi si sofferma, come a ribadire la matrice fascista dell´aggressione, su presunte sciarpe con le croci uncinate. Non vorremmo - aggiunge il deputato leghista - che ora valesse più una sciarpa di un tatuaggio… la realtà è che a Veltroni e alla sinistra è caduto tutto il castello accusatorio contro il governo e il clima nel Paese”. “Se veramente vogliamo sconfiggere certe reazioni occorre rendere più sicuri i quartieri, limitare la presenza di zingari e azzerare quella dei clandestini, eliminare i campi nomadi e ridare tranquillità alle periferie. A meno che - conclude Grimoldi - a Veltroni non venga in mente, in questo clima bipartisan, di proporre, attraverso una legge, la possibilità di sprangare liberamente se si hanno tatuaggi di Che Guevara. Del resto, almeno mediaticamente, la realtà è già questa. Perchè nessuno urla al pericolo rosso? ”

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Il: 29 05 2008| Nessun Commento »
mag 27

"Nel momento in cui si devono razionalizzare le spese, purtroppo quelle sanitarie ci vanno di mezzo". Lo afferma, commentando le parole del ministro Umberto Bossi (che qualche giorno fa annunciava eventuali razionalizzazioni di spesa per a enti locali e Sanità), il sottosegretario al Welfare Francesca Martini. "Coerentemente - sottolinea Martini a margine di un convegno del fondo di assistenza sanitaria Faschim, a Roma - il ministro Bossi ha fatto riferimento alla composizione dei bilanci regionali e statale". Bilanci regionali che, per due terzi, sono composti di spese sanitarie, ricorda il sottosegretario. Quindi, argomenta, quando si taglia i tagli inevitabilmente toccano la Sanità. Ma, ci tiene a precisare Martini, "ci sono Regioni in cui la spesa produce sistemi di eccellenza, e Regioni dove invece la spesa, piu’ alta e magari rimpinguata dai fondi per i piani di rientro dal deficit, non produce qualita’ e non da’ risposte ai cittadini".

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Il: 27 05 2008| Nessun Commento »
mag 23

“Ho constatato da parte del Governo ombra la massima disponibilità, la voglia che anche loro hanno di raccogliere la sfida sul federalismo”. Così il ministro delle Riforme, Umberto Bossi, ha commenta l’incontro di oggi con alcuni esponenti del governo ombra. Alla sede dell’Agenzia del Territorio di Milano, il leader del carroccio accompagnato dal ministro competente Giulio Tremonti, da quello della Semplificazione Roberto Calderoli e dal sottosegretario alle Riforme Aldo Brancher, ha incontrato il ministro ombra delle Riforme Sergio Chiamparino, assieme al ministro ombra dei Rapporti Regionali Mariangela Bastico e al presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani, presidente della conferenza Stato-Regioni. Bossi ha giudicato il vertice "positivo" e "utile a scambiarsi delle idee".  

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Il: 23 05 2008| Nessun Commento »
mag 16

"Fanno bene i sindaci della Brianza a seguire la linea dura dopo lo stop del Tar. A Roma faremo in modo che le leggi nazionali garantiscano ai Comuni più poteri in materia di sicurezza": così Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, commenta le motivazioni con cui il Tar della Lombardia ha sospeso otto ordinanze dei sindaci di Lecco, Desio, Seregno, Lissone, Biassono, Lesmo, Cogliate e Lazzate che avevano seguito i dettami dell´ordinanza di Cittadella per controllare l´iscrizione all´anagrafe dei cittadini stranieri. "Non è ammissibile che chi governa un Comune non abbia il potere di garantire la sicurezza e il controllo di chi viene a risiedere - spiega Grimoldi - Ai sindaci brianzoli che andranno avanti sulla strada dell´inflessibilità arriverà tutto il sostegno dei gruppi parlamentari della Lega Nord".

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Il: 16 05 2008| Nessun Commento »
mag 12

"Quello rivelato oggi da Repubblica con un filmato davanti alla Corte di Cassazione è abbandono del posto di lavoro ed è un reato penale, quindi possono intervenire i giudici. Il fenomeno dell’assenteismo nella pubblica amministrazione in alcune situazioni ha effetti patologici". Lo sostiene il senatore della Lega Nord Massimo Garavaglia dopo che il sito Repubblica.it ha mandato in rete il filmato davanti alla Corte di Cassazione dove alcuni dipendenti timbravano ed uscivano. A questo proposito, Garavaglia ricorda i dati del comune di Roma: "Prima con la gestione Rutelli e di seguito con Veltroni la media di assenze l’anno era di 39 giorni". A que4sto punto, cosa si può fare? In che maniera si può intervenire? Garavaglia, propone di iniziare con "cose semplici"."Iniziamo - afferma - a rispettare la legge. E’ singolare e sconcertante che i primi che non rispettano appunto la legge sono i dipendenti della Cassazione, il massimo organo giudiziario. Basta fare come i privati: non si può accedere ai premi di produzione se fai almeno 15 giorni di assenze l’anno".

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Il: 12 05 2008| Nessun Commento »
mag 5

ROMA - Se l’esponente della Lega Nord Roberto Calderoli ridiventasse ministro del prossimo governo Berlusconi si avrebbero «ripercussioni catastrofiche nelle relazioni tra l’Italia e la Libia». Lo ha affermato il figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Saif El Islam.

Secondo quanto riportato dall’agenzia ufficiale libica Jana, Saif El Islam Muammar al Gheddafi considera l’eventuale decisione del premier in pectore Silvio Berlusconi di rinominare ministro Roberto Calderoli «un affare interno che riguarda l’Italia», ma nel contempo fa presente «la gravità di questa questione».

LA NOTA - La nota della Jana ricorda infatti la manifestazione di protesta scoppiata a Bengasi il 17 febbraio 2006 contro il Consolato italiano nella città libica in seguito alla maglietta con la vignetta anti-islamica mostrata dall’allora ministro delle Riforme durante un’intervista televisiva. I manifestanti furono affrontati dalla polizia in scontri che riportarono un bilancio di 11 morti. «La crisi - si legge nel testo della Jana - è stata allora circoscritta, causando anche le dimissioni del ministro italiano. Ma in seguito alla vittoria della destra italiana nelle ultime elezioni, sono giunte voci sulla possibilità di ricandidare nuovamente quel ministro, che si considera il vero assassino dei cittadini libici morti in quell’occasione».
LE REAZIONI - A replicare immediatamente è stato proprio Calderoli, il quale ha ricordato come la scelta dei ministri del governo italiano spetti al leader del Pdl, «che ha avuto mandato dal popolo sovrano». Alle dichiarazioni a caldo dell’ex ministro delle Riforme, si sono aggiunte quelle di Roberto Maroni e Mario Borghezio che hanno manifestato solidarietà al loro compagno di partito. Ma la levata di scudi contro le affermazioni del figlio del leader libico c’è stata anche dai partiti dell’opposizione, come il Pd e l’Udc, col netto rifiuto del «diktat» nei confronti dell’esponente del Carroccio, giudicato «inaccettabile». Nessun interevento invece, almeno uffialmente, dai leader del Pdl, a cominciare da Silvio Berlusconi che, insieme al presidente della Camera Gianfranco Fini, e allo stesso leader dei lumbard Umberto Bossi,ha deciso di adottare un «low profile» , un atteggiamento di massima cautela, per non alimenatre tensioni con la vicina libia che potrebbero sfociare in una crisi diplomatica. Da qui l’assenza di dichiarazioni pubbliche del Cavaliere e dei leader alleati. Ferma restando, secondo quanto si racconta in ambienti parlamentari della maggioranza, la solidarietà che non sarebbe mancata all’esponente del Carroccio in un giro di telefonate private. È stato proprio Calderoli, in tarda serata, a dirsi «commosso» per la «solidarietà ricevuta da parte di tutti, maggioranza ed opposizione». I rapporti tra il leader libico ed il presidente del Consiglio italiano in pectore sono sempre stati molto buoni, anche se le relazioni tra Roma e Tripoli hanno vissuto negli ultimi anni periodi altalenanti , con un lungo contenzioso bilaterale, originato dall’occupazione coloniale italiana, che non è stato ancora chiuso. Un contenziono che Silvio Berlusconi ha più volte spiegato, durante il suo precedente governo, di voler sanare per giungere ad una piena e soddisfacente collaborazione con il vicino nordafricano.

02 maggio 2008 - Corriere della Sera

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