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	<title>Lega Nord Lega Lombarda Landriano &#187; Lega Nord</title>
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		<title>No assoluto all&#8217;importazione di merci prodotte con lo sfruttamento</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 17:22:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lega Nord Federale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#34;E' inaccettabile che nel nostro Paese possano ancora venire importate e commercializzate merci che sono il risultato del lavoro forzato. Occorre assolutamente impedirlo&#34;. Lo dichiara Alessandro Montagnoli, vicepresidente dei deputati della L...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">&quot;E' inaccettabile che nel nostro Paese possano ancora venire importate e commercializzate merci che sono il risultato del lavoro forzato. Occorre assolutamente impedirlo&quot;. Lo dichiara <span style="font-weight: bold;">Alessandro Montagnoli</span>, vicepresidente dei deputati della Lega Nord, co-firmatario della proposta di legge bipartisan recante &quot;Disposizioni concernenti il divieto del commercio e dell'importazione di merci prodotte mediante l'impiego di lavoro forzato&quot;. &quot;Nel nostro Paese, purtroppo, - aggiunge Montagnoli - continuano ad arrivare merci di cui non si sa bene non solo da dove provengano e di che materiali siano esattamente composte, ma neppure se le imprese che producono queste merci lo facciano rispettando i diritti dei lavoratori o piuttosto li tengano in condizioni addirittura di schiavit&ugrave;. Inoltre - conclude - nella nostra proposta, fra l'altro, si introduce il divieto alle imprese italiane di stipulare accordi commerciali, di cooperazione o di coproduzione con imprese che si avvalgono di lavoro forzato&quot;.</div>]]></content:encoded>
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		<title>Tagli alle Regioni? Subito i costi standard</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Jun 2010 15:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lega Nord Federale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#34;La polemica sui tagli alle regioni dimostra come ormai sia indissolubile e non procrastinabile l'inserimento nel nostro ordinamento dei principi del federalismo e della applicazione dei costi standard&#34;. Lo dichiara Maurizio Fugatti, capogrup...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">&quot;La polemica sui tagli alle regioni dimostra come ormai sia indissolubile e non procrastinabile l'inserimento nel nostro ordinamento dei principi del federalismo e della applicazione dei costi standard&quot;. Lo dichiara <span style="font-weight: bold;">Maurizio Fugatti</span>, capogruppo della Lega Nord alla commissione Finanze alla Camera dei Deputati.     &quot;Sono chiare le motivazioni della protesta dei Presidenti di Regione che sono virtuose nell'utilizzo dei loro fondi pubblici, che si vedono applicare i tagli con un criterio del tutto simile a quello applicato con le Regioni non virtuose. Se una regione spende meno per un servizio rispetto ad un'altra - spiega il deputato leghista -&egrave; perch&egrave; &egrave; pi&ugrave; efficiente e utilizza in modo razionale le proprie risorse. Vedersi tagliare i fondi nello stesso modo applicato con le regioni non virtuose che invece le risorse pubbliche le sprecano, oggettivamente &egrave; difficile da accettare, ma le coperture della manovra economica approvata dal governo in questo momento non si possono modificare&quot;.     &quot;Per questo - conclude Fugatti - &egrave; necessario che nel pi&ugrave; breve tempo possibile si introducano i costi standard, sostituendo i costi storici, venendo cos&igrave; incontro alle legittime richieste di equit&agrave; che giungono dai presidenti delle regioni virtuose&quot;.   </div>]]></content:encoded>
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		<title>Manovra, mantenute le promesse fatte ai frontalieri</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 15:21:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lega Nord Federale</dc:creator>
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		<description><![CDATA["Ancora una volta la Lega Nord mantiene le promesse e porta a casa un risultato a beneficio dei lavoratori frontalieri".  Lo dichiarano i deputati comaschi della Lega Nord, Nicola Molteni ed Erica Rivolta, in merito all'articolo 38 della manovra corret...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;">"Ancora una volta la Lega Nord mantiene le promesse e porta a casa un risultato a beneficio dei lavoratori frontalieri".  Lo dichiarano i deputati comaschi della Lega Nord, <span style="font-weight: bold;">Nicola Molteni </span>ed <span style="font-weight: bold;">Erica Rivolta</span>, in merito all'articolo 38 della manovra correttiva che esclude i lavoratori frontalieri dagli adempimenti previsti dal monitoraggio fiscale.  "Come cittadini e deputati comaschi, visto l'alto numero di frontalieri presenti sul nostro territorio, possiamo ritenerci particolarmente soddisfatti di tale provvedimento. Da sempre la Lega si &egrave; battuta per tutelare il lavoro degli onesti cittadini, e come sempre continueremo a tenere alta la guardia a difesa di chi lavora e porta risorse al proprio territorio".</div>]]></content:encoded>
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		<title>Acqua Pubblica: la posizione della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Dec 2009 12:56:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>
		<category><![CDATA[lega nord acqua pubblica]]></category>

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		<description><![CDATA[La questione della cosiddetta “privatizzazione” dell’acqua tiene banco in molti consigli comunali. Innanzitutto occorre ricordare che i deputati della Lega sono stati accusati di far parte di un gruppo di “Rifondazione Leghista”, tanto la nostra posizione è storicamente a difesa dell’acqua pubblica. La Lega infatti vuole una normativa che salvaguardi il ruolo dei nostri comuni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La questione della cosiddetta “privatizzazione” dell’acqua tiene banco in molti consigli comunali. Innanzitutto occorre ricordare che i deputati della Lega sono stati accusati di far parte di un gruppo di “Rifondazione Leghista”, tanto la nostra posizione è storicamente a difesa dell’acqua pubblica.</p>
<p>La Lega infatti vuole una normativa che salvaguardi il ruolo dei nostri comuni e la pubblica proprietà delle reti e, pur promuovendo l&#8217;iniziativa privata come preteso dall’Europa, riduca i costi per le pubbliche amministrazioni e garantisca la migliore qualità dei servizi. Nell’attuazione delle direttive europee la Lega inoltre vuole che l’amministrazione pubblica – qui si è concentrata buona parte dei nostri sforzi – possa continuare ad optare per la gestione diretta (in house). Il Governo, incaricato dal Parlamento di redigere il Regolamento sulla disciplina dei servizi pubblici locali (previsto dall’art. 23-bis del Decreto-legge 112/2008) ha chiesto al Parlamento un ulteriore intervento chiarificatore per meglio tutelare quegli Enti locali che vogliono continuare a gestire l’acqua in proprio, ovvero con le proprie società municipalizzate (in house vale a dire affidamento diretto a società a capitale pubblico controllata dal pubblico).</p>
<p>Fermo restando che l’Europa chiede la messa in gara dei servizi pubblici locali perché con la concorrenza i servizi ai cittadini dovrebbero migliorare di qualità e diminuire nei costi. In base alle indicazioni europee, il ricorso all’affidamento in house può essere ammesso solo “qualora ricorrano obiettive ragioni tecniche od economiche”. La difficoltà incontrata nell’ultimo decennio ad oggi è tutta qui: è infatti difficile definire quali siano queste ragioni tecniche o economiche per evitare di incorrere nelle sanzioni. Il risultato ottenuto dalla Lega è che il Parlamento ha ribadito, per l’ennesima volta, che le reti, il patrimonio pubblico, erano, sono e resteranno dei cittadini.<br />
<span id="more-1189"></span><br />
Le norme comunitarie impongono la tutela e la garanzia della libera concorrenza nella gestione dei servizi pubblici locali: siamo riusciti però a mettere dei paletti ben precisi alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, proprio per salvaguardare la proprietà pubblica delle reti ed evitare di consegnare la gestione dei pubblici servizi nelle mani di oligopoli o multinazionali straniere. Pertanto sono stati esclusi tutti quei settori già disciplinati come la distribuzione di energia elettrica, il trasporto ferroviario regionale e la gestione delle farmacie comunali, e ultimi in ordine cronologico, i servizi di distribuzione del gas.</p>
<p>Inoltre, sono stati introdotti e ribaditi alcuni principi fondamentali sulla proprietà  pubblica delle risorse idriche, facendo salvo il principio della autonomia gestionale del soggetto gestore del servizio idrico integrato. La norma precisa che il governo del servizio idrico integrato spetta esclusivamente alle istituzioni pubbliche, in particolare in ordine alla qualità e al prezzo del servizio, e deve essere esercitato garantendo il diritto alla universalità ed accessibilità del servizio.</p>
<p>Un altro punto fondamentale sul quale è intervenuta la Lega Nord è quello della definizione del periodo transitorio. Sono stati definiti nel testo i termini entro i quali devono cessare le gestioni in essere, secondo le varie tipologie di gestione, come, ad esempio, affidamenti diretti senza gare o gestioni pubbliche che non hanno i requisiti richiesti dalla UE per le gestioni in house, consci tuttavia che tali termini potrebbero essere anche prorogati in caso di necessità territoriali.</p>
<p>In sostanza, al di fuori del periodo transitorio, la nuova disciplina non modifica le modalità di gestione dei servizi pubblici locali rispetto a quelle definite nel 2008 ma le chiarisce, attenuando ulteriormente la portata negativa delle norme comunitarie sul sistema delle società municipalizzate che funzionano.</p>
<p>Le modalità  di gestione dei servizi non sono altre che quelle imposte dalle norme comunitarie. In particolare, conformemente alla giurisprudenza comunitaria, è stata riconosciuta quale modalità ordinaria di affidamento della gestione dei servizi pubblici locali, alla pari della gara pubblica, l’affidamento diretto a società “miste” (Partenariato Pubblico Privato Istituzionalizzato), a condizione che il socio privato venga selezionato attraverso procedure pubbliche e che con la stessa gara si attribuiscano anche i compiti operativi connessi alla gestione del servizio. L&#8217;inserimento di un limite alla partecipazione privata nella società, non inferiore al 40 per cento, intende, da una parte garantire il controllo pubblico delle società “miste” e dall’altra rendere stimolante la partecipazione da parte dei soggetti privati.</p>
<p><strong>La Lega Nord ribadisce il proprio sì alla gestione pubblica</strong>, preferendo la gestione in house (società a capitale pubblico controllata dal pubblico) al monopolio dei privati o delle multinazionali europee e vuole altresì garantire ai cittadini una gestione efficiente dei servizi, economica e di qualità, consentendo la crescita delle nostre imprese al fine di renderle competitive sul mercato europeo e internazionale.</p>
<p>Nella necessaria mediazione con le altre componenti del Governo, la Lega ha saputo imporre la sua visione per cui quando la gestione pubblica è economica ed efficiente non è distorsiva della concorrenza ed è quindi vantaggiosa per gli utenti. Infatti, per il cittadino, quello che conta è il costo e la qualità del servizio idrico o degli altri sevizi pubblici locali, molto meno quale sia il soggetto che lo eroga. Anche perché non è detto che la gestione pubblica sia sempre in grado di garantire qualità e tariffe più competitive.</p>
<p>L’affidamento in house è sicuramente residuale rispetto alle procedure competitive ad evidenza pubblica (gara o PPPI), ma riveste un particolare interesse per i piccoli comuni o quelli in montagna. Per essi, le maglie che consentono la gestione in house sono così larghe da abbracciare la quasi  totalità del territorio nazionale, pur facendo riferimento a peculiari caratteristiche economiche, sociali, ambientali e geomorfologiche del contesto territoriale. La nuova disciplina, soprattutto grazie all’intervento della Lega Nord, introduce importanti quanto necessarie precisazioni a favore e sostegno degli affidamenti cosiddetti in house, con particolare riferimento ai servizi idrici. Innanzitutto, il parere che l’Antitrust è chiamato a dare sull’esistenza delle condizioni per l’affidamento in house, contrariamente a quanto accadeva in passato, diventa un parere sì “preventivo” ma non “vincolante” o “obbligatorio” come precedentemente previsto con la maturazione di un “silenzio-assenso in senso favorevole” decorsi sessanta giorni. Inoltre, anche in considerazione del fatto che fino ad oggi l’Antitrust &#8211; applicando i precedenti criteri molto più rigidi &#8211; ha sempre negato la costituzione delle “in house”, al Regolamento (e quindi al Governo) sarà affidato il compito di individuare le soglie minime al di sotto delle quali non è necessario il parere dell’Antitrust. In tal modo, la definizione dei casi di gestione pubblica dei servizi pubblici locali, con particolare riferimento ai servizi idrici, non sarà più ad esclusivo appannaggio dell’organo che, per sua natura, ha sempre e solo privilegiato il mercato. Sarà il Governo, in sede di approvazione del Regolamento, a consentire la gestione in house, senza il parere dell’Antitrust, per le realtà locali o per gli enti che si sono mostrati virtuosi, e lo farà definendo i parametri che dimostrano l’efficienza del servizio, come  i bilanci in utile e il reinvestimento nel servizio di almeno l&#8217;80 per cento degli utili per l&#8217;intera durata dell&#8217;affidamento o l’applicazione di una tariffa media inferiore alla media, oppure il raggiungimento di costi operativi medi annui con un’incidenza sulla tariffa che si mantenga al di sotto della media. </p>
<p>E’ innegabile che senza la Lega Nord i servizi pubblici locali (acqua, gas, trasporti, ecc.) sarebbero gestiti dalle multinazionali francesi da oltre dieci anni, e la presenza al Governo della Lega Nord ha contribuito a rafforzare i ruolo del pubblico e ad evitare la privatizzazione delle reti. </p>
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		<title>Nessun derby Lega &#8211; PDL a Landriano</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jun 2009 22:45:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
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		<category><![CDATA[europee lega nord]]></category>
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		<description><![CDATA[L’aspetto più singolare di questa campagna elettorale ormai conclusa è che, mancando per la coalizione di governo un avversario credibile con il quale confrontarsi, i mass media hanno dovuto inventarsi un’altra competizione, che è stata definita il “derby Lega-Pdl”. In realtà, complice una legge elettorale (che per il rinnovo del Parlamento europeo prevede una proporzionale]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’aspetto più singolare di questa campagna elettorale ormai conclusa è che, mancando per la coalizione di governo un avversario credibile con il quale confrontarsi, i mass media hanno dovuto inventarsi un’altra competizione, che è stata definita il “derby Lega-Pdl”. In realtà, complice una legge elettorale (che per il rinnovo del Parlamento europeo prevede una proporzionale pura) che obbliga tutti i partiti a portare acqua al proprio mulino, ma soprattutto a causa dell’atteggiamento della sinistra che, da Franceschini a Di Pietro, e dal redivivo Diliberto a Giordano, ha improntato la campagna elettorale solo sulle veline e sui voli di Stato del premier, l’attenzione di osservatori e opinionisti si è concentrata sul presunto “derby Lega-Pdl”. In questo modo però non c’è stato un vero dibattito sul futuro dell’Unione europea e tanto meno un reale confronto sulle questioni vere che sono attualmente sul tappeto e che interessano da vicino la gente. Certo, da che mondo è mondo, il gossip (soprattutto quello che riguarda capi di Stato e di Governo) fa notizia e aiuta a vendere qualche copia in più di giornale o a conquistare telespettatori, ma alla lunga, sul piano squisitamente politico, non paga. In queste ore poi il segretario del Pd continua a ripetere, come una litania, che se vince Berlusconi “la democrazia è a rischio e che quindi bisogna votare il Pd per porre un argine allo strapotere del premier”. Ma insomma, di che cosa stiamo parlando? Franceschini si comporta come se il tempo si fosse fermato a dieci o quindici anni fa! Come si fa a dire sempre le stesse cose come un disco rotto? La gente ti dà il voto se tu proponi qualcosa, non se parli contro qualcuno. Possibile che dalle parti del Pd non abbiano ancora compreso questa lezione? La verità è che l’opposizione annaspa su tutto ed è sempre indietro rispetto all’agenda di governo. Denuncia al mondo intero un inesistente pericolo per la democrazia in Italia, ma poi non riesce nemmeno a dire all’opinione pubblica in quale gruppo parlamentare europeo si iscriveranno i suoi deputati una volta eletti! L‘altra sera Franceschini, ospite della trasmissione televisiva Otto e Mezzo, alla domanda della Gruber su quale fosse la destinazione nel Parlamento europeo dei futuri parlamentari del Pd, non è riuscito a nascondere l’imbarazzo perché neppure lui sa dove andranno i suoi deputati. Che credibilità può avere quindi un segretario di partito che non sa nemmeno a quale gruppo parlamentare iscrivere i suoi deputati? </p>
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		<title>Tutto da guadagnare dalla nascita del PDL</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2009 17:03:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La nascita del Pdl, inteso come unico punto di riferimento per gli elettori di Forza Italia e Alleanza Nazionale e non più solo come partito unico in Parlamento, è senza dubbio un grosso contributo alla semplificazione del quadro politico, iniziata già più di un anno fa e conclamata poi dal risultato elettorale delle Politiche dello]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La nascita del Pdl, inteso come unico punto di riferimento per gli elettori di Forza Italia e Alleanza Nazionale e non più solo come partito unico in Parlamento, è senza dubbio un grosso contributo alla semplificazione del quadro politico, iniziata già più di un anno fa e conclamata poi dal risultato elettorale delle Politiche dello scorso anno. In molti si chiedono cosa cambierà adesso nei rapporti con la Lega Nord e se il nostro movimento trarrà un vantaggio elettorale dalla suddetta fusione. </p>
<p>Sul primo punto riteniamo che non ci saranno grossi cambiamenti, considerato che già da un anno, ma anche nella XIV legislatura e poi dalle fila dell‘opposizione nei due anni di governo Prodi, il centrodestra e la Lega hanno dato prova di coesione non solo elettorale ma anche programmatica, che si è poi tradotta in un&#8217;efficace azione di governo. Certo, non sono mancati momenti di confronto, qualche volta anche animato, ma questo fa parte della dialettica politica, e più in generale della democrazia, e sarebbe davvero inusuale se non esistesse. Inoltre, la consolidata alleanza tra il Carroccio, da un lato, e Berlusconi e Fini dall’altro, non è stata né dettata da compromessi dell’ultima ora né improntata alla gestione dell’ordinario. </p>
<p>La storia della Repubblica insegna che non tutti i governi sono stati uguali per ambizioni, forza della maggioranza che li sosteneva, carisma dei presidenti del Consiglio e dei segretari dei partiti che appoggiavano l’esecutivo, contesti politici nazionali ed internazionali nei quali si trovavano ad operare. Lega e Pdl, insomma, non hanno mai governato per la gestione dell’ordinario, né tanto meno per il mantenimento del potere a fini clientelari, ma per cambiare davvero un sistema istituzionale che ha dimostrato di non essere più all’altezza delle sfide, economiche e sociali, dei nostri tempi. </p>
<p>In tal senso, ne siamo certi, la fusione del partito del premier con quello del presidente della Camera non può che contribuire ad accelerare le riforme che, oltre a quella determinante del federalismo, in futuro potrebbero anche riguardare quelle costituzionali, come il Senato federale e i nuovi compiti del parlamento. Per quanto riguarda poi il secondo punto, e cioè se la Lega trarrà un vantaggio elettorale dalla nascita del nuovo partito, condividiamo le parole del presidente del gruppo parlamentare del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, quando dice che “la concorrenza è l&#8217;anima della vita, anche in politica”. </p>
<p>Aggiungiamo che la Lega Nord non ha paura di concorrere né con il Pdl né con altre forze politiche, a maggior ragione poi se si tratta di confrontarsi sui temi che ci stanno più a cuore, come il decentramento politico e amministrativo delle istituzioni, la sicurezza dei cittadini, la valorizzazione delle specificità locali. Su queste battaglie, che costituiscono peraltro il nostro DNA da sempre, siamo disposti a confrontarci con tutti gli attori del sistema politico,nell’esclusivo interesse dei cittadini padani.</p>
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		<title>Favorevoli al controllo del territorio</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 17:15:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[Nonostante la massiccia campagna antileghista che è apparsa sui media, sono molti i sondaggi che registrano un gradimento della popolazione alle cosiddette ronde. Dopo gli innumerevoli fatti di cronaca, che ormai quasi non fanno più notizia, che purtroppo hanno registrato negli ultimi giorni un’inarrestabile innalzamento del livello di guardia, il governo ha deciso di accelerare]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nonostante la massiccia campagna antileghista che è apparsa sui media, sono molti i sondaggi che registrano un gradimento della popolazione alle cosiddette ronde. </p>
<p>Dopo gli innumerevoli fatti di cronaca, che ormai quasi non fanno più notizia, che purtroppo hanno registrato negli ultimi giorni un’inarrestabile innalzamento del livello di guardia, il governo ha deciso di accelerare i tempi per l’adozione delle contromisure. Nel decreto legge dello scorso 20 febbraio, tra gli altri provvedimenti, le ronde sono così diventate legge:poliziotti e carabinieri in pensione, ma anche semplici cittadini riuniti in associazione di volontari, pattuglieranno le città per segnalare alle forze dell’ordine situazioni di degrado, insicurezza o emergenza. </p>
<p>Le ronde, “particolare” da sottolineare, non saranno armate e dovranno essere autorizzate da sindaci e prefetti. Secondo uno degli ultimi sondaggi d’opinione, ben il 52% degli italiani ha dichiarato la propria disponibilità a partecipare alle ronde.<br />
<span id="more-1010"></span><br />
Si tratta di un dato che dà la misura di quanto il governo, sostenuto dall’apporto determinante della Lega Nord, sia in sintonia con le esigenze più avvertite dai cittadini. Allo stesso modo, il sondaggio conferma come sulla sicurezza, non esistendo alcuna questione “ideologica”, né nell’esecutivo né nella maggioranza che lo sostiene, l’approccio dovrebbe essere pragmatico da parte di tutte le forze politiche. E’ una sciocchezza poi quella di ritenere che le ronde, ancorché regolamentate a norma di legge, sarebbero una resa del governo ai problemi connessi alla sicurezza dei cittadini. E’, invece, esattamente il contrario! Le ronde regolamentate hanno infatti la funzione di scongiurare nuovi atti di violenza e,quindi, costituiscono una soluzione al problema, altro che resa dello Stato! Quante volte negli ultimi giorni abbiamo assistito in televisione alle scene della folla inferocita che voleva linciare gli autori di odiosi atti criminali, che le forze dell’ordine avevano assicurato alla giustizia? Direi troppe volte. Noi vogliamo far si che tutto questo non succeda più, anche attraverso la collaborazione tra i cittadini e le forze dell’ordine che in sinergia possono lavorare per garantire maggiore sicurezza. Una collaborazione che, peraltro, in molti casi esiste già e che noi vorremmo diventasse la regola a vantaggio della sicurezza comune. Paletti e regole, chiaramente espresse nel decreto legge, servono ad impedire che si possa agire fuori dalle legge ma sono anche la risposta più concreta a certa propaganda della sinistra, montata ad arte per speculare sulle paure e le preoccupazioni della gente. Alzare inutili polveroni non serve a niente e a nessuno, tanto meno all’opposizione che, a giudicare dal gradimento popolare che impietosi sondaggi danno in caduta libera, farebbe bene a cambiare strategia e anche in fretta.</p>
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		<title>Le dimissioni di Veltroni</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 09:50:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
				<category><![CDATA[Lega Nord]]></category>

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		<description><![CDATA[I guai di Veltroni cominciano da lontano. Il risultato disastroso per il Pd ,e per tutta la coalizione di centrosinistra, alle elezioni regionali in Sardegna non è imputabile, a nostro avviso, a delle semplici scelte locali ma è la diretta conseguenza di una strategia sbagliata su molti fronti. Berlusconi si è scommesso in prima persona]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I guai di Veltroni cominciano da lontano. Il risultato disastroso per il Pd ,e per tutta la coalizione di centrosinistra, alle elezioni regionali in Sardegna non è imputabile, a nostro avviso, a delle semplici scelte locali ma è la diretta conseguenza di una strategia sbagliata su molti fronti. Berlusconi si è scommesso in prima persona in questa campagna elettorale, appoggiando incondizionatamente Cappellacci, e facendo sentire tutto il suo peso anche con una costante frequenza personale nell’isola. Se sia giusto o meno che il segretario del Pd abbia gettato la spugna, dopo la disfatta sarda, non sta certo a noi dirlo. Nel prenderne atto,tuttavia possiamo solo dire che si è trattato di un’assunzione piena di responsabilità, senza se e senza ma. Del resto, non poteva essere altrimenti, se si pensa all’enorme potere che a Veltroni è stato riconosciuto nella gestione del Pd. </p>
<p>Per molti mesi l’ex sindaco di Roma ha potuto agire indisturbato, mentre ben due classi dirigenti, quella della Margherita e quella dei Ds, stavano per così dire a guardare. Veltroni ha potuto dettare la linea politica, ha fatto delle scelte assolutamente opinabili già durante l’ultima fase del governo Prodi, accelerando di fatto le fasi della crisi e il successivo scioglimento delle Camere. Il Nostro si è poi cimentato in una forsennata campagna elettorale per risalire la china, visto che, è giusto riconoscerlo, a tal proposito il lascito governativo di Prodi non lo ha certo aiutato. </p>
<p>Veltroni, però, si è ulteriormente complicato la vita, prima con della candidature poco azzeccate, e poi con la madre di tutti gli errori, <strong>l’alleanza con Di Pietro</strong>. Su questo fronte, il segretario del Pd si è proprio scavato una fossa politica con le sue mani. Aver permesso all’ex pm di allearsi, prima, e di portare poi una pattuglia di rappresentanti in Parlamento, è stato un grave errore, le cui conseguenze non si sono certo esaurite una volte chiuse le urne. </p>
<p>Di Pietro, infatti, si è insinuato come un cavallo di Troia nella coalizione di centrosinistra, ne ha eroso parte del consenso ma,soprattutto, ha costretto il segretario del Pd ad un estenuante inseguimento sulle sue posizioni populistiche. Sul fronte del Pdl, invece, non c’è dubbio che il risultato elettorale abbia rafforzato il premier, la coalizione che guida e, quindi, anche le scelte di governo. In primis, quella del federalismo, per la quale tanto la Lega Nord si sta spendendo in questi mesi, è che non ha mancato di essere uno dei tempi nella campagna elettorale in Sardegna. </p>
<p>Motivo di più, quindi per spingere il piede sull’acceleratore dell&#8217;approvazione del federalismo.</p>
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		<title>Guidonia e Lampedusa</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 09:23:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L’atto criminale di Guidonia, che ancora una volta ha visto protagonisti dei rumeni, che hanno usato violenza nei confronti di una ragazza dopo aver pestato il suo compagno, ma anche i fatti di Lampedusa, dove è apparso quanto meno singolare che immigrati clandestini in attesa di rimpatrio, manifestassero fianco a fianco con gli isolani, sono il frutto della scellerata politica d’apertura verso ogni tipo di immigrazione posta in atto nei due anni del Governo Prodi in cui è stata sostanzialmente disapplicata la legge Bossi-Fini e non è stata confermata la moratoria (procrastinabile fino al 2011) per l’ingresso nel nostro paese dei cittadini bulgari e rumeni. Come è noto la sicurezza dei cittadini è stata al centro del dibattito politico nel corso dell’ultima campagna elettorale per le Politiche e, una volta insediatosi a Palazzo Chigi, l’esecutivo non si è certo dimenticato degli impegni. Prova ne è il fatto che uno dei primi provvedimenti adottati con urgenza, per l’approvazione del quale la Lega Nord si è impegnata al massimo, è stato proprio quello sulla Sicurezza.<br />
<span id="more-991"></span><br />
Il fatto è, però, che i singoli casi di cronaca, e le conseguenze che essi anno sulla vita dei cittadini, non possono prescindere dalla politica che negli ultimi lustri si è portata avanti su molti fronti. Mi riferisco, per esempio, alle decisioni prese dalla sinistra in materia di flussi migratori, che hanno portato all’ingresso indiscriminato di un gran numero di immigrati. Molti di loro hanno potuto non solo entrare in Italia ma anche risiedere clandestinamente per lungo tempo e, in qualche caso, addirittura delinquere restando impuniti. Tutto questo è accaduto anche perché, spesso e volentieri, nonostante le forze dell’ordine si sforzino di mettere tra le sbarre criminali d’ogni sorta, quest’ultimi poi, tra una scadenza dei termini di carcerazione e un provvedimento d’indulto, si sono ritrovati in libertà senza saldare i loro conti in sospeso con la giustizia. Naturalmente non tutti i fatti criminali sono direttamente connessi alla presenza di clandestini, ma è un fatto che il lassismo che fino a qualche mese fa ha regnato sovrano sul fronte dell’immigrazione non ha certo contribuito a rendere più sicure le nostre città. Ecco perché, almeno su questa materia, ci aspetteremmo che un opposizione responsabile, consapevole di non essere immune da responsabilità per gli errori commessi anche nel recente passato, facesse fronte comune per debellare fenomeni di questo tipo, che affondano le loro radici soprattutto negli anni passati, anziché addebitare al governo colpe che non ha. La campagna elettorale è finita da un pezzo ed è bene che Veltroni, e i dirigenti del Pd, se ne rendano conto. Da certi problemi, i cui contorni scavalcano anche i confini nazionali, e richiedono interventi in collaborazione con altri governi (vedi gli accordi con Tunisi, nel caso degli sbarchi a Lampedusa), se ne esce solo con una politica di rottura coi vecchi sistemi del passato ma, soprattutto, con la consapevolezza che la sicurezza dei cittadini non è né di destra né di sinistra ma un diritto da tutelare ad ogni costo</p>
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		<title>Nuovo inceneritore a Pieve Emanuele: reazioni della Lega Nord</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jan 2009 08:44:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>LN Landriano</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolto giovedì 15 gennaio il Consiglio Comunale straordinario voluto dal Sindaco di Pieve Emanuele Rocco Pinto il quale ha invitato i Sindaci dei Comuni limitrofi (Locate, Opera e Rozzano) per firmare un documento comune contro l&#8217;ipotesi dell&#8217;insediamento di un nuovo termovalorizzatore nell&#8217;area del Parco Agricolo Sud Milano. Ma solo il Sindaco di Opera Ettore Fusco ha risposto all&#8217;appello. &#8220;Non condivido le modalità con cui sono stati convocati i Sindaci, afferma il Segretario Cittadino della Lega Nord Pier Paolo Antonelli, di sicuro a un invito formale avrebbe dovuto precedere se non altro almeno un contatto informale. Ma sicuramente, se pur non approvando questa modalità, ritengo che l&#8217;interesse verso il territorio avrebbe dovuto avere il sopravvento. Il movimento che rappresento invece ha dato prova di grande interesse alla questione. L&#8217;amico Sindaco Fusco ha esternato ancora una volta il suo no deciso ad ogni ipotesi di insediare un nuovo impianto nel Parco Agricolo del Sud Milano e mentre destra e sinistra in Consiglio Comunale facevano, come al solito, bagarre sulle reali intenzioni reciproche, a  rafforzare il nostro pensiero ci hanno pensato anche i Segretari Cittadini della Lega Nord di Rozzano Roberto Nadalini, di Siziano Sergio Vanini e di Basiglio Bianca Rognoni presenti in aula per sostenere la posizione della Lega Nord. Sono convinto che  i Pievesi ormai sappiano chi stà dalla loro parte, e tra questi i commecianti di Piazza Puccini che hanno chiesto ufficialmente alla Lega di interessarti della loro annosa situzione. A Pieve Emanuele c&#8217;è bisogno davvero di &#8220;aria nuova&#8221;. Il rimpallo delle responsabilità non interessa alla gente. Ma solo i fatti. Per Pieve non ho in mente, conclude Antonelli, una ricetta che sia più di destra o di sinistra. Pieve ha bisogno di amministratori validi e attenti alle reali esigenze dei cittadini. Amministratori che non abbiano necessariamente un colore politico predefinito. La transversalità secondo me è la ricetta. Unica soluzione per dare finalmente a questa cittadina un governo nuovo ed efficiente&#8221;.</p>
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