sez. Brenno
Archivio di giugno 2009
Un Comune amministrato dalla Minoranza
16 giu
Un Comune amministrato dalla Minoranza: al via l’adunanza del primo Consiglio Comunale.
La maggioranza della popolazione di Landriano ha detto no all’attuale amministrazione comunale. Oltre il 50% dei nostri concittadini ha votato le liste politiche attualmente rappresentate in Consiglio Comunale da soli 5 consiglieri su 16. La maggioranza degli elettori di Landriano avrebbe voluto cambiare amministrazione, ma il radicamento dell’attuale amministrazione di sinistra, pur non raggiungendo la maggioranza assoluta, ha visto riconfermato il proprio mandato elettorale. Landriano si è configurata come una delle ultime roccheforti rosse della Lombardia.
Il compito dell’attuale gruppo di minoranza in Consiglio Comunale è quindi quello di vigilare e relazionare alla popolazione dello stato di avanzamento dei lavori e dei punti programmatici propagandati durante la scorsa campagna elettorale dall’attuale sindaco di Landriano. L’obiettivo che ci prefiggiamo è quello di tenere informati ed aggiornati tutti i cittadini, allo scopo di diffondere consapevolezza e certezza nel corpo elettorale landrianino.
Giovedì 18 giugno 2009 si riunirà in prima adunanza il Consiglio Comunale e, oltre alle verifiche di legge sulla eleggibilità dei membri del consiglio ed al giuramento del Sindaco, si procederà con l’istituzione della commissione elettorale comunale. Sarà nostro compito individuare un membro del nostro gruppo di minoranza per essere rappresentati all’interno della commissione e vigilare sul relativo operato.
Nessun derby Lega – PDL a Landriano
5 giu
L’aspetto più singolare di questa campagna elettorale ormai conclusa è che, mancando per la coalizione di governo un avversario credibile con il quale confrontarsi, i mass media hanno dovuto inventarsi un’altra competizione, che è stata definita il “derby Lega-Pdl”. In realtà, complice una legge elettorale (che per il rinnovo del Parlamento europeo prevede una proporzionale pura) che obbliga tutti i partiti a portare acqua al proprio mulino, ma soprattutto a causa dell’atteggiamento della sinistra che, da Franceschini a Di Pietro, e dal redivivo Diliberto a Giordano, ha improntato la campagna elettorale solo sulle veline e sui voli di Stato del premier, l’attenzione di osservatori e opinionisti si è concentrata sul presunto “derby Lega-Pdl”. In questo modo però non c’è stato un vero dibattito sul futuro dell’Unione europea e tanto meno un reale confronto sulle questioni vere che sono attualmente sul tappeto e che interessano da vicino la gente. Certo, da che mondo è mondo, il gossip (soprattutto quello che riguarda capi di Stato e di Governo) fa notizia e aiuta a vendere qualche copia in più di giornale o a conquistare telespettatori, ma alla lunga, sul piano squisitamente politico, non paga. In queste ore poi il segretario del Pd continua a ripetere, come una litania, che se vince Berlusconi “la democrazia è a rischio e che quindi bisogna votare il Pd per porre un argine allo strapotere del premier”. Ma insomma, di che cosa stiamo parlando? Franceschini si comporta come se il tempo si fosse fermato a dieci o quindici anni fa! Come si fa a dire sempre le stesse cose come un disco rotto? La gente ti dà il voto se tu proponi qualcosa, non se parli contro qualcuno. Possibile che dalle parti del Pd non abbiano ancora compreso questa lezione? La verità è che l’opposizione annaspa su tutto ed è sempre indietro rispetto all’agenda di governo. Denuncia al mondo intero un inesistente pericolo per la democrazia in Italia, ma poi non riesce nemmeno a dire all’opinione pubblica in quale gruppo parlamentare europeo si iscriveranno i suoi deputati una volta eletti! L‘altra sera Franceschini, ospite della trasmissione televisiva Otto e Mezzo, alla domanda della Gruber su quale fosse la destinazione nel Parlamento europeo dei futuri parlamentari del Pd, non è riuscito a nascondere l’imbarazzo perché neppure lui sa dove andranno i suoi deputati. Che credibilità può avere quindi un segretario di partito che non sa nemmeno a quale gruppo parlamentare iscrivere i suoi deputati?