Il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Cota, intervistato da Affaritaliani.it affronta il tema della riforma dell’ordinamente giusiziario e si dice favorevole alla "separazione delle carriere" e alla elezione dei Pd. Della riforma della giustizia "se ne parli, siamo disponibili - assicura - Facendo riferimento alle norme volute da Falcone, Berlusconi ha iniziato con il piede giusto. Ci sono tante cose di cui dover parlare, è un argomento complesso". "Per esempio - spiega l’esponente del Carroccio - c’è il tema della giustizia civile, perchè un imprenditore che non ha tempi certi per il soddisfacimento dei suoi crediti va in difficoltà. La competitività del sistema economico è legata anche a una giustizia che consenta di recuperare i propri crediti e di avere ragione in sede civile". Inoltre "noi siamo sempre stati a favore della separazione delle carriere. Si discuterà di tutto". "E’ una nostra vecchia idea -conclude Cota parlando della elezione dei Pm- secondo me ottima in prospettiva. Bossi lo ha sempre sostenuto. L’importante è partire, si discute di tutto e poi si arriva a una conclusione. Ma in questo momento noi siamo concentrati sul federalismo".
"Non vogliamo che continui così che nasca una moschea ogni quattro ore". Il capogruppo della Lega Nord alla Camera, Roberto Cota ha annunciato la presentazione di un progetto di legge per disciplinare a livello legislativo l’apertura di nuove moschee e centri islamici. Il segretario del Carroccio Subalpino non nasconde la preoccupazione di fronte ad un fenomeno in continua espansione. "Prima avevamo a che fare con i musulmani ora con l’Islam. Cioè con una comunità che "non distingue politica, religiosa e culturale, ed è inconciliabile con il nostro sistema giuridico". "Vogliamo bilanci trasparenti - prosegue Cota - niente fondi dall’estero, magari da terroristi. Neppure un euro dallo Stato. Lo statuto dei proponenti dovrà riconoscere la laicità dello stato e la famiglia monogamica". Ed ancora: La Regione valuterà dimensioni e impatto delle moschee. Niente minareti, niente muezzin che spezzano il silenzio e niente moschee a meno di un chilometro da una chiesa. L’ultimo sì sarà dei cittadini: obbligatorio un referendum. E una volta ottenuto il via libero, le regole di comportamento saranno rigidissime. Vietati infine commerci e attività di istruzione. Niente madrasse, niente scuole islamiche".
Il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli, spiega come saranno le tasse con il federalismo fiscale: "Il mio modello - illustra intervistato da Libero - prevede, per esempio, che i Comuni oltre una certa dimensione potranno gestire i tributi stabiliti dallo Stato o dalle Regioni con una flessibilità che va da zero a 100: quel Comune potrà decidere se e come metterlo. Chi vive ad Avellino potrà confrontare cosa fa il Comune di Nembro (provincia di Bergamo) e vedere se paga di più o di meno e che servizi riceve in cambio". L’esponente del Carroccio nega che si crei una concorrenza tra enti locali: "Preferisco parlare di confronto: il Comune avrà diritto di decidere deduzioni, detrazioni ed esenzioni. Per esempio potra’ scegliere se mettere una tassa sul turismo. O decidere di esentare gli alberghi per promuovere il settore". Nuove tasse? No, secondo Calderoli: "Io penso a cose nuove. Se abbiamo 10 tasse vorrei raggrupparle facendone una sola. Facendo pagare di meno al contribuente. Per lo Stato, riscuotere una tassa di piccola entità costa di più di quello che pensa di incassare. Meglio raggrupparle allora. Le tasse devono dipendere non dalla sede sociale di una società, ma da dove l’azienda lavora veramente, come nel caso delle aziende petrolifere che raffinano in Sicilia o Sardegna, regioni che devono quindi beneficiare di quelle imposte". E su questo principio infatti, ieri dopo un vertice a Bergamo fra lo stesso Calderoli e il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, è stato trovato pieno accordo. Dal leader del Movimento per l’Autonomia è arrivato un "sì pieno e convinto" alla bozza elaborata dal coordinatore delle segreterie nazionali leghiste.
"Penso a un paniere in cui dovrebbero esserci prezzi politici di riferimento per determinati prodotti". Lo annuncia il ministro delle politiche agricole Luca Zaia, intervistato oggi da QN. L’esponente del Carrocciio propone la creazione di un listino di Stato per fermare i rincari dei generi di largo consumo. "Ssono convinto - spiega - che si debbano indicare caratteristiche e prezzo del pane comune e dello spaghetto standard prodotto in Italia". Zaia, dopo gli ultimi dati sui rincari della pasta del Ministero dell’Economia (+30,4% nel primo semestre) annuncia di aver programmato un incontro con i pastai, "dai quali intendo farmi dire esattamente quanto puo’ costare il prodotto all’azienda escluse le spese della pubblicità. Sarà un elemento di conoscenza in piu’ per valutare le dinamiche del mercato". Il Ministro poi analizza le cause degli aumenti nella filiera agricola, e sottolinea che "è accaduto un imprevisto aumento della richiesta di generi alimentari da parte dei paesi in via di sviluppo. L’Europa era impreparata di fronte a questo fenomeno e ora si trova di fronte a un grave problema di carenza produttiva".
Le Provincie non si toccheranno. Lo ha garantito il ministro delle riforme, Umberto Bossi, parlando con i giornalisti a belluno di rientro dal Cadore. “Certe cose che si dicono non si possono fare. Per esempio, non si possono tagliare le Province - ha argomentato il segretario della Lega - . Se in montagna si rompono le strade - ha spiegato -, chi le aggiusta è solo la Provincia, non può certo intervenire la Regione. Le spese vanno ridotte, non pero’ a scapito di funzionalità, efficienza, istituzioni. Tolte le Province, sarebbe difficile trovare un’altra soluzione funzionale”.
"Lo Stato non può dire sempre di no alle richieste dei cittadini. Se dovesse essere necessario potremmo anche raccogliere milioni di firme per un referendum che promuova il federalismo fiscale". Lo ha dichiarato il ministro delle Riforme, Umberto Bossi ai microfoni del Tg1.
"Oggi il federalismo non è più una scelta, bensì un obbligo, altrimenti si rischia il fallimento". Lo ha detto il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, in Alto Adige, soffermandosi sul federalismo fiscale e la situazione finanziaria delle varie regioni. "Se oggi 13 regioni spendono di più di quello che fanno entrare e 6 sono sostanzialmente una sorta di amministrazione controllata (e l’anno prossimo potrebbero essere di più), o si cambia sistema, oppure sarà fallimento".
"Le giurie di questi giochi olimpici sono state costruite attorno agli atleti cinesi". Così Piergiorgio Stiffoni, senatore della Lega Nord punta l’indice contro l’organizzazione delle Olimpiadi di Pechino. Povero De Coubertin - continua Stiffoni -, per gli organizzatori della manifestazione olimpica l’importante non e’ partecipare, ma portare gli atleti cinesi sui gradini piu’ alti del podio. E’ solo un grande business di immagine che serve alla Cina per la sua leadership mondiale. Alla faccia dello sport".
"Siamo solidali con il poliziotto che e’ rimasto ferito. Quello che e’ avvenuto la scorsa notte al Centro per immigrati di Torino e’ grave ed intollerabile, ma e’ il risultato della politica decennale buonista e lassista della sinistra". Lo dichiara il deputato torinese e segretario provinciale di Torino della Lega Nord Stefano Allasia riguardo alle tensioni che si sono sviluppate la notte scorsa nell’ex Cpt di Torino. "I comportamenti degli immigrati ospiti di questi Centri - continua - rischiano di creare un distacco sempre piu’ netto tra loro e la cittadinanza e non possono essere tollerati o giustificati, dai soliti partiti estremisti, con espedienti che lasciano il tempo che trovano. Le richieste del Sindacato autonomo di Polizia (Sap) sono comprensibili e la decisione del governo di impiegare l’esercito ha proprio l’obiettivo di fronteggiare situazioni simili a cio’ che e’ avvenuto la scorsa notte a Torino".
"Ancora una volta siamo costretti a chiedeci se non ci sia qualche cosa che non va nelle valutazioni sul concetto di terrorismo e di come questo venga interpretato da alcuni Magistrati". Questo il primo commento del deputato della Lega Nord Raffaele Volpi appresa la notizia dell’arresto dell’Imam di Varese su richesta delle autorità giudiziarie del Marocco. "Ancora di più va fatta una riflessione di come il tessuto degli immigrati nordafricani sia facilmente permeato e permeabile dalle parti politicamente e religiosamente estreme del mondo Islamico. I casi - osserva il parlamentare lombardo - continuano a susseguirsi e un dato preoccupante viene dal fatto che nei luoghi d’incontro e di preghiera riconosciuti e quindi controllati le presenze di fedeli islamici diventa esiguo. C’è la palese volontà di non farsi controllare e certamente non solo per i fatti legati alla regolarità dello stato di immigrazione ma probabilmente per cose ben più gravi e preoccupanti. Certo - conclude Volpi - non si può vivere con serenità vedendo che a Roma nasce un nuovo luogo di incontro islamico chiamato "La spada dell’Islam"… Se questi sono i presupposti immaginiamoci le conseguenze!".
