"La tolleranza zero va applicata fino in fondo". Lo ha assicurato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni parlando a Cortina Incontra. "Vogliamo - ha detto l’esponente del Carroccio - applicare una direttiva europea dimenticata da Prodi: i cittadini europei possono circolare ma non possono fermarsi a vivere in un Paese senza un reddito adatto al luogo in cui vivono. Chi vuole vivere in un certo posto deve avere un regolare contratto di lavoro e una casa. Ciò vale anche per i romeni: anche se sono cittadini europei dovranno sottoporsi a una verifica dei requisiti".
"La partecipazione alla festa del Pd di Firenze, dove sono arrivati ben più applausi e consensi, è stata una tappa importante rispetto alla nostra proposta di federalismo. Ora il cammino della riforma prosegue e la stessa sta prendendo sempre più corpo, visto che si stanno definendo anche quei punti lasciati volutamente vaghi, all’inizio, proprio per poter raccogliere i contributi e le proposte dei nostri interlocutori, proprio perché questa proposta, nata sulla base della sussidiarietà, è la proposta di un federalismo che nasce dal basso e che dovrà essere condiviso da tutti i soggetti che ne sono i protagonisti, insieme allo Stato". Lo dichiara il ministro per la Semplificazione normativa, Roberto Calderoli. "E una notevole soddisfazione arriva dal vedere che il cardinale Bagnasco - sottolinea - ha compreso e fatto comprendere il vero significato del federalismo, spiegando che "se il federalismo viene ad essere un modo per servire meglio dentro a questa unità di popolo che è il nostro Paese, ma come per qualunque altro Paese, certamente è una cosa buona". Ed è proprio per questo che, ancora una volta, rivolgo a tutti un appello: scontriamoci sulla politica del governo, ma partecipiamo tutti insieme alla realizzazione delle riforme necessarie per il Paese. E proprio perché sono convinto di questo - prosegue l’esponente della Lega Nord - in settimana andrò avanti con il mio lavoro, incontrando i ministri Raffaele Fitto e Andrea Ronchi, dopo aver già incontrato i ministri Umberto Bossi e Giulio Tremonti, ma anticipo fin da ora che sono a disposizione per qualunque richiesta di confronto, con qualunque gruppo parlamentare, con qualunque forza politica o con qualunque soggetto istituzionale".
"In questi ultimi mesi abbiamo purtroppo assistito a un continuo caro prezzi, soprattutto nel sistema dell’agroalimentare, che rischia di mettere in ginocchio le famiglie gia’ provate da un’inflazione galoppante e dal continuo rincaro dei beni energetici e dei combustibili. Una corsa al rialzo dei prezzi legata a diversi fattori, ma che trova negli errori della programmazione agricola europea il colpevole numero uno". Lo dichiara il parlamentare della Lega Nord, Fabio Rainieri a proposito dei rincari registrati negli ultimi mesi per i beni di prima necessita’ e gli alimentari. Secondo Rainieri, "c’e’ un problema di speculazione, ed e’ vero, come e’ vero che - aggiunge - stiamo assistendo a un problema di produzione. Ma a trascinare in un vortice il nostro settore primario, il fiore all’occhiello che il mondo ci invidia e’ stata la programmazione agricola europea. Una programmazione che si e’ basata sulle eccedenze quando a tutti e’ ben chiaro che il nostro sistema agricolo vive una grande crisi e una carenza di prodotti agricoli".
"Una situazione acuita - secondo l’esponente della Lega - dall’introduzione delle limitazioni di produzione, che invece di risolvere i problemi li hanno creati. Uno su tutti quello del latte. Ma su una cosa e’ necessario fare chiarezza: non sono certo le aziende agricole a guadagnarci da questa corsa al rialzo dei prezzi. Va, infatti, sottolineato che mai come oggi il primo e l’ultimo anello della filiera sono stati cosi’ vicini". Da una parte le stalle e i contadini costretti a fare i conti con l’aumento del gasolio, dei fertilizzanti, dei mangimi; dall’altra i consumatori che giorno dopo giorno vedono lievitare il prezzo dei generi alimentari. "Ma quel che piu’ da’ fastidio - prosegue Rainieri - e’ che a crescere in maniera spesso ingiustificata sono quei generi alimentari di prima necessita’ che al produttore vengono pagati sempre meno. È vero che viviamo in un sistema di cosiddetto libero mercato, ma e’ anche vero che i rincari che si registrano tra il primo anello della filiera e il consumatore finale sono a dir poco incredibili e ingiustificati". Se il rincaro da costo diretto e’ pari a un +70 per cento, con un primo intermediario si sale a +132 per cento e con un secondo a +290 per cento. "Aumenti che ricadono pesantemente sulle spalle delle famiglie. Ecco perche’ plaudo alle parole e agli interventi del ministro Zaia che vuole rilanciare i farmer market e invito i consumatori a tornare a fare la spesa nelle nostre stalle". "A dare fiducia a quei contadini che per secoli sono stati i custodi delle nostre eccellenze alimentari", insiste l’esponente della Lega.
"Alle nostre famiglie mi sento di dire: tornate a fare la spesa nei campi, spenderete meno e ci guadagnerete in salute. Ma soprattutto, dico, riscoprite la stagionalita’ delle produzioni. A chi continua a vedere negli agricoltori i colpevoli dei rincari dico, invece, di smetterla con le bugie. Lasciamo lavorare i nostri agricoltori. Lasciamo che lavorino e producano come sanno fino a coprire il consumo interno". Un obiettivo che si raggiungerebbe facilmente, secondo Rainieri, togliendo le quote di produzione per l’intero settore lattiero caseario e l’obbligo di messa a riposo dei terreni. "Interventi che porterebbero a una diminuzione del costo del latte e dei suoi derivati e a una maggiore produzione di frumento e mais. Interventi decisi sono necessari anche per il comparto della barbabietola da zucchero che e’ stato fortemente penalizzato da scelte agricole sbagliate che hanno portato alle stelle il prezzo dello zucchero. Permettendo poi alla produzione di pomodoro di tornare ai livelli di qualche anno fa si otterrebbe anche un secondo risultato: quello della diminuzione delle importazioni dai paesi extraeuropei che invadono il nostro mercato con prodotti di qualita’ di gran lunga inferiori ai nostri. Azioni concrete in favore delle nostre aziende, ma soprattutto delle nostre famiglie e del potere di acquisto di stipendi e pensioni".
