Archivio di agosto 2008

Impulso leghista per la scuola che verrà

C’è molto di leghista nel decreto legge sulla scuola approvato oggi dal Consiglio dei ministri e che prevede, fra le altre cose, la reintroduzione dei voti per tutte le materie, il ritorno al maestro unico e le novità per tenere a freno il costo dei libri di testo. Ad affermarlo è Roberto Calderoli, che non esista a parlare di “nuova filosofia” nel mondo dell’istruzione e di “fine del ’68 e di tutti i guai che si è portato dietro in questo ambito”.

Alle parole del ministro per la semplificazione normativa fanno eco quelle di diversi parlamentari molto impegnati su questo fronte, come l’onorevole Paola Goisis e la senatrice Irene Aderenti. La deputata veneta si dice “pienamente d’accordo con quanto disposto oggi dal Cdm in materia di condotta nelle scuole. Bene il 7, ma non il 5 per la bocciatura. Per quanto mi riguarda con il 7 bisogna rimandare gli alunni in tutte le materie e con il 6 bocciarli”. L’on. Goisis ricorda, inoltre, che il fenomeno del bullismo ”e’ venuto fuori appunto negli ultimi anni quando era stato tolto il voto in condotta. Ecco perche’ il voto per la bocciatura deve essere il 6 e non il 5 che sembra una debolezza, quasi aver timore di prendere decisioni”.

L’esponente del Carroccio a Palazzo Madama, esuta invece per il ritorno del maestro unico: ”Finalmente! lo dico non solo da senatrice ma anche a nome di molti colleghi della scuola primaria che negli ultimi tempi si sono resi conto di quanto il modulo 3 insegnanti su 2 classi abbia in realta’ secondarizzato la scuola primaria togliendole la prerogativa di insegnare utilizzando il metodo dell’ unitarieta’ dell’apprendimento quale strategia piu’ consona al periodo psiologico piu’ delicato, quello dai 6 ai 10 anni”. Per la senatrice Aderenti, infatti, nel periodo dello sviluppo evolutivo dai 6 ai 10 anni ”i bambini  hanno un modo di apprendimento unico, non settoriale o a compartimenti stagni come prevedeva lo sviluppo della didattica dei moduli. Naturalmente dal punto di vista economico si tratta di una ottima scelta da parte del governo, del resto condivisa anche da Bossi, in quanto sicuramente portera’ ad un enorme risparmio non intaccando sui posti di lavoro”.

Sicurezza, Maroni: applicheremo la tolleranza zero fino in fondo

"La tolleranza zero va applicata fino in fondo". Lo ha assicurato il ministro dell’Interno, Roberto Maroni parlando a Cortina Incontra. "Vogliamo – ha detto l’esponente del Carroccio – applicare una direttiva europea dimenticata da Prodi: i cittadini europei possono circolare ma non possono fermarsi a vivere in un Paese senza un reddito adatto al luogo in cui vivono. Chi vuole vivere in un certo posto deve avere un regolare contratto di lavoro e una casa. Ciò vale anche per i romeni: anche se sono cittadini europei dovranno sottoporsi a una verifica dei requisiti".