Vittoria leghista: case pubbliche e assegni famigliari, prima i residenti
“Con l’emendamento approvato in commissione Bilancio e Finanze relativamente al piano casa si va a modificare la legge 431/1998 e si inserisce il criterio di 10 anni di residenza in Italia o 5 anni nella regione in oggetto. Siamo così sicuri, finalmente, che i nostri cittadini saranno i primi a beneficiare dei contributi versati dallo Stato a favore di coloro che hanno un basso redditoâ€. Lo afferma il deputato leghista Alessandro Montagnoli, dichiarandosi soddisfatto per la decisione presa dalla Commissione: “Per anni, da sindaco di Oppeano (Verona), ho cercato di modificare questa norma senza riuscirci perché la regione ha sempre risposto che si trattava di una direttiva statale. Si era verificato che nei nostri comuni quasi la metà dei contributi venivano percepiti da extracomunitari residenti e, come al solito, i nostri cittadini arrivavano sempre dopo. Va tenuto presente che si parla mediamente di cifre dai 600 agli 800 euro per alloggio, quindi una bella somma con i tempi che corrono. Nel 1998 – spiega l’On. Montagnoli - il governo Berlusconi aveva emanato la legge 431 in base al quale per i redditi più bassi veniva erogato un contributo per l’affitto; l’importo annuo previsto nel decreto era di 600 miliardi di lire. La procedura – conclude il deputato del Carroccio - prevede che lo Stato dia i soldi alle regioni e le stesse le trasferiscano ai comuni i quali ricevono le domande, verificano i requisiti e poi, dopo aver inviato tutta la documentazione in regione e aver trasferito i soldi, pagano direttamente i beneficiariâ€.
Discorso analogo per quanto attiene agli assegni sociali. Sempre grazie ad un correttivo leghista, gli extracomunitari potranno beneficiare di un assegno sociale, che prevede la residenza in Italia da almeno 10 anni e non più da 1 anno come aveva previsto il governo di sinistra. “Una grande vittoria della Lega - dichiara il primo firmatario l’on. Matteo Bragantini - in quanto si rimedia all’ingiustizia che permetteva agli extracomunitari che non avevano versato contributi di ricevere la pensione, quando molte donne italiane dopo 10 anni di versamenti, non avevano beneficiato neanche di una misera pensioneâ€.


