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Sezione Brenno Landriano

Entries for Luglio 16th, 2008

Vittoria leghista: case pubbliche e assegni famigliari, prima i residenti

“Con l’emendamento approvato in commissione Bilancio e Finanze relativamente al piano casa si va a modificare la legge 431/1998 e si inserisce il criterio di 10 anni di residenza in Italia o 5 anni nella regione in oggetto. Siamo così sicuri, finalmente, che i nostri cittadini saranno i primi a beneficiare dei contributi versati dallo Stato a favore di coloro che hanno un basso reddito”. Lo afferma il deputato leghista Alessandro Montagnoli, dichiarandosi soddisfatto per la decisione presa dalla Commissione: “Per anni, da sindaco di Oppeano (Verona), ho cercato di modificare questa norma senza riuscirci perché la regione ha sempre risposto che si trattava di una direttiva statale. Si era verificato che nei nostri comuni quasi la metà dei contributi venivano percepiti da extracomunitari residenti e, come al solito, i nostri cittadini arrivavano sempre dopo. Va tenuto presente che si parla mediamente di cifre dai 600 agli 800 euro per alloggio, quindi una bella somma con i tempi che corrono. Nel 1998 – spiega l’On. Montagnoli - il governo Berlusconi aveva emanato la legge 431 in base al quale per i redditi più bassi veniva erogato un contributo per l’affitto; l’importo annuo previsto nel decreto era di 600 miliardi di lire. La procedura – conclude il deputato del Carroccio - prevede che lo Stato dia i soldi alle regioni e le stesse le trasferiscano ai comuni i quali ricevono le domande, verificano i requisiti e poi, dopo aver inviato tutta la documentazione in regione e aver trasferito i soldi, pagano direttamente i beneficiari”.

Discorso analogo per quanto attiene agli assegni sociali. Sempre grazie ad un correttivo leghista, gli extracomunitari potranno beneficiare di un assegno sociale, che prevede la residenza in Italia da almeno 10 anni e non più da 1 anno come aveva previsto il governo di sinistra. “Una grande vittoria della Lega - dichiara il primo firmatario l’on. Matteo Bragantini - in quanto si rimedia all’ingiustizia che permetteva agli extracomunitari che non avevano versato contributi di ricevere la pensione, quando molte donne italiane dopo 10 anni di versamenti, non avevano beneficiato neanche di una misera pensione”.

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Espulsioni, espulsioni, espulsioni: finalmente li rimandiamo a casa

"Finalmente li stiamo rimandando a casa. Apprendiamo con soddisfazione che il ministero dell’ Interno sta provvedendo da gironi alle espulsioni: dopo gli egiziani, rimpatriati con un appositI voli, oggi e’ toccato a 40 nigeriani. Era ora!". Il presidente dei senatori leghisti,  Federico Bricolo commenta positivamente quanto sta facendo il ministero dell’ Interno guidato da Roberto Maroni riguardo l’immigrazione clandestina e auspica che questi provvedimenti "facciano capire a chi ancora adesso vuole entrare nel nostro paese illegalmente, che le cose sono cambiate. Chi è presente illegalmente  - sottolinea  - non può rimanere. Ci stiamo attrezzando per intensificare la lotta alla clandestinità e arrivare in tempi brevi a rendere le nostre città più sicure". Bricolo ritiene che "il reato di immigrazione clandestina inserito nel ddl sicurezza che il parlamento approverà, ci permetterà anche, allo scopo di prevenire il reato, di contrastare i flussi di extracomunitari clandestini in entrata. Chi vive nelle nostre città, al Nord, in Padania - conclude Bricolo -  non è più disposto a tollerare i continui sbarchi a Lampedusa e sulle coste siciliane, e le nostre navi della Marina che accolgono i clandestini nelle acque internazionali".

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On. Cota sul pacchetto sicurezza

L’intervento del capogruppo della Lega Nord alla Camera On. Roberto Cota, sul disegno di legge sulla sicurezza

Author: telepadaniatgnord
Keywords: Lega Cota sicurezza
Added: July 16, 2008

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Ok impronte a tutti, ma l’ordinanza Maroni resta

Il ministro dell’Interno Roberto Maroni accoglie favorevolmente la norma, inserita nella Finanziaria, che prevede la rilevazione delle impronte digitali a tutti i cittadini dal 2010 ma precisa che questo “non supera l’ordinanza sul censimento nei campi nomadi”, che quindi non verrà ritirata. “Tutto ciò che va nel segno di garantire maggiore sicurezza va benissimo”, spiega Maroni. Con la norma inserita in finanziaria, “il sistema della sicurezza avrà maggiori informazioni non solo per quanto riguarda i criminali, non solo per quanto riguarda le identificazioni di chi è sconosciuto, cioè coloro che vivono nei campi nomadi, ma anche un’identificazione più certa per chi è già conosciuto, i cittadini italiani iscritti all’anagrafe. L’iniziativa dà più strumenti per avere le certezze che servono per garantire sicurezza. E’ una norma che approvo in pieno, ma che non cambia nulla rispetto all’azione che stiamo facendo perchè questa è un’azione che stiamo facendo adesso per riconoscere e dare un’identità a chi un’identità non ce l’ha: non sappiamo chi c’è nei campi nomadi”. “Perchè dovrei ritirare l’ordinanza? E’ un’ordinanza che riguarda il censimento nei campi nomadi per ottenere l’identificazione di chi c’è. Si fa attraverso i rilievi fotosegnaletici, tra cui le impronte digitali. Tutto il resto è polemica strumentale. Veltroni si vada a rileggere il Patto per Milano sicura sottoscritto dal ministro Amato, governo Prodi: lì si parlava di emergenza rom, la discriminazione etnica era lì. Nella nostra ordinanza - rileva l’esponente del Carroccio - non si parla mai di rom, si parla di campi nomadi”. A giudizio di Maroni, chi a sinistra “continua ad accusarci di discriminazione etnica dovrebbe avere la decenza di stare zitto e l’onestà di chiedere scusa per le accuse infondate, strumentali, faziose e false rivolte al governo. Le polemiche non mi impressionano e non mi interessano perchè sono basate su un falso: il governo italiano è stato accusato di comportamenti discriminatori sulla base di un presupposto falso, cioè che queste ordinanze siano prese nei confronti dell’etnia rom. Questo è un falso: sono ordinanze - spiega Maroni - che riguardano una situazione di fatto di campi nomadi abusivi, a Roma ce ne sono oltre cento, dentro i quali non si sa chi c’è. Non c’è nessuna discriminazione su base etnica le polemiche sono fasulle e tarocche, basate su un falso, chi le fa dovrebbe semplicemente vergognarsi e chiedere scusa”.

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La nuova Rai deve guardare al futuro

"E’ necessario definire cos’è il servizio pubblico che per me deve essere portatore di principi extraeconomici, democratici e di pluralismo. La Rai ormai è diventata uguale alle tv generaliste, guarda l’audience senza preoccuparsi dei new-media che stanno prendendo sempre più piede". Lo afferma il deputato leghista Davide Caparini, intervenuto ieri alla presentazione del volume "La Rai prossima e futura: chi la governa e chi la paga" a cura di Franco Sircana, nella sala convegni del Monte paschi di Siena. "Di fronte alle tv satellitari e tematiche la Rai è disarmata -sottolinea Caparini- non esiste nessun organo in azienda che si occupi di questo problema". Caparini considera il canone Rai un ‘acerrimo nemicò, "E’ uno strumento antiquato e iniquo sia socialmente che territorialmente perchè, d’accordo con il consigliere Rai Angelo Maria Petroni, viene evaso soprattutto al centro-sud piuttosto che al nord. Io stesso non lo pago!". La proposta di Caparini è quella di "inserirlo all’interno di una fiscalità generale che dia più ruolo al Parlamento, perchè, diversamente da quello che ha detto Petroni, considero la politica portatrice di principi e non un nemico". Sull’alternativa proposta da Petroni di inserire l’imposta Rai sulla bollette della luce l’esponente della Lega afferma: "Potrebbe correre il rischio di essere anticostituzionale. Meglio -conclude- visto che ormai abbiamo fissato la data per il digitale terrrestre, allegarla al possesso della smart card, mantenendo l’informazione, almeno quella senza la quale non si può fare a meno, in chiaro".

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