“Si tratta di una risoluzione ideologica e strumentale. La stessa Commissione europea aveva invitato a non deliberare. Noi andiamo avanti. Sosteniamo il Ministro Maroni e lo invitiamo a non demordere”. Lo ha dichiarato il Presidente del deputati della Lega Nord, Roberto Cota, in riferimento all’approvazione da parte del Parlamento europeo della risoluzione presentata dal Pse in cui si chiede alle autorità italiane di “astenersi dal procedere alla raccolta delle impronte digitali dei rom, inclusi i minori e dall’utilizzare le impronte digitali già raccolte”. “I cittadini chiedono chiarezza e vogliono l’identificazione di chi vive nei campi nomadi. Questi episodi - conclude Cota - allontanano ancora di più l’Europa dai cittadini: alcune istituzioni europee vengono utilizzate per polemiche politiche interne”.
Per il sottosegretario alle Infrastrutture, Roberto Castelli: “La sinistra retriva e finto buonista è già stata battuta fuori dal Parlamento italiano dal voto popolare. Evidentemente ne permangono alcune frange nel Parlamento europeo. Auspichiamo che costoro, che non capiscono che i tempi della storia sono cambiati, con le elezioni del prossimo anno facciano la stessa fine. Il ministro Maroni sta portando avanti con grande coerenza il programma per cui è stato votato: ha con sé un larghissimo consenso popolare”.
“E’ incomprensibile vedere quanta attenzione sia data ad una risoluzione approvata a Strasburgo da parlamentari abituati forse a fare anticamera dalle lobby ma poco attenti alle esigenze dei cittadini. Maroni vada avanti, quello che conta è ciò che pensa il popolo”: Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e coordinatore federale del Movimento Giovani Padani, tuona contro il voto di Strasburgo. “L’unica cosa che si può rispondere ai soloni di Strasburgo è un bel chissenefrega. Vengano loro ad abitare in Italia, in quelle zone dove, grazie al loro amico Prodi, sono sorti i campi nomadi. Invece di obbedire solo alle multinazionali da cui prendono ordini, provino, i socialisti e i comunisti europei, per una sola volta a prestare ascolto a ciò che gli dicono i cittadini. Capirebbero - conclude Grimoldi - che le loro opinioni politiche e ideologiche contrastano con ciò che dice la gente. Questa è l’unica cosa che conta per noi. Presto, per fortuna, si voterà per il nuovo parlamento europeo e questa solfa finirà”.