L’Irlanda ha detto no al trattato di Lisbona, versione "alleggerita" della Costituzione Ue già boccata nel 2005 da francesi e olandesi. "Un grazie al popolo irlandese per il suo voto. Tutte le volte in cui i popoli sono stati chiamati a votare hanno bocciato clamorosamente un modello di Europa che viene vista lontana dai popoli stessi. I popoli, ancora una volta, hanno dimostrato di avere maggiore saggezza rispetto a governi e parlamenti". Questo il primo commento di Roberto Calderoli, ministro per la Semplificazione Normativa e coordinatore delle segreterie della Lega Nord, in attesa del risultato ufficiale del referendum. La consultazione, aggiunge Calderoli, "conferma la posizione tenuta da sempre dalla Lega Nord, ovvero che la sovranità appartiene ai popoli e che solo i popoli possono decidere di rinunciare ad essa e conferma che, come sostenuto anche dal presidente emerito Cossiga e dal professor Guarino, l’approvazione di questo Trattato da parte del solo Parlamento avrebbe rappresentato un atto incostituzionale per gli articoli 1 e 11 della Costituzione, perchè avrebbe affidato i nostri destini -conclude il ministro e parlamentare leghista- nelle mani dei burocrati e non degli eletti dal popolo".
“Saluto con immensa gioia la notizia della vittoria del no al referendum irlandese sul Trattato di Lisbona. A quanto comunica la Rte irlandese, nei distretti operai di Dublino si è votato massicciamente contro il Trattato di Lisbona: evidentemente, anche in Irlanda, la classe operaia vuole andare in paradiso e non nell’inferno dei tecnocrati e dei finanzieri del Bruxelles”, ha invece commentato in proposito Mario Borghezio, capo delegazione della Lega Nord al Parlamento Europeo.