Archivio di settembre 2007

Boicottiamo i prodotti dei carrozzoni di Stato

Se dobbiamo volare, evitiamo Alitalia. Se dobbiamo far benzina, evitiamo l’Agip. Se abbiamo bisogno di un qualunque altro bene o servizio forniti da un’azienda di Stato, scegliamo, quando possibile, la concorrenza privata. Insomma, per “convincere” lo Stato ad essere meno esoso e a sfruttare meglio le risorse sottratte ai cittadini attraverso il fisco, “rivoltiamoci” fislcalmente anche attraverso il boicottaggio dei carrozzoni pubblici.

«Ci sono costati e continuano a costarci una follia», spiega il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni. «Prendiamo ad esempio Alitalia. Non vedo altre soluzioni che congedarsi da tutti con un sereno fallimento. Ormai anche lo stesso presidente Prato ha ammesso, durante un’audizione in Senato, di non avere altra funzione se non quella del notaio in una situazione fallimentare che potrà andare avanti sì e no fino alla prossima primavera. E non c’è altra soluzione, così come continua a venire gestita la compagnia aerea, con il suo esubero enorme di personale che ci costa una follia al giorno».

Che cosa propone di concreto?
«Ogni tanto bisogna avere il coraggio di copiare dall’imprenditoria straniera. Ryan Air, per esempio, sta facendo utili spaventosi con una frazione del personale di Alitalia. La quale conta un grande numero di dipendenti assunti con criteri clientelari e senza una reale necessità. Chi vola su Ryan air, per esempio, fa il biglietto su internet, non c’è la necessità di tutto quel personale di terra. Vi sono invece altre compagnie “di bandiera”, come Swiss Air o Sabena che hanno chiuso i battenti perché con il sistema dei vecchi carrozzoni non è più possibile andare avanti. E sono ripartite da capo».
Continua >

“Sostieni Landriano” abbandona il Consiglio

Image Hosted by ImageShack.usLANDRIANO – Il Gruppo Consiliare “Sostieni Landriano” ha abbandonato la seduta del Consiglio Comunale che si è tenuta a Landriano Giovedi 27 Settembre.

Dopo l’appello per la verifica delle presenze chiede la parola il Consigliere Stefania Pent che inizia a leggere una dichiarazione la cui esposizione è stata, però, impedita dall’irruento intervento del Sindaco Aguzzi. Pent, impossibilitata a continuare nell’esposizione del documento, chiede di allegare la dichiarazione scritta agli atti e l’intero gruppo di Minoranza abbandona l’aula.

Le ragioni della Minoranza risiedono nel fatto che la mattina stessa del giorno di seduta consiliare, per l’ennesima volta, i documenti relativi all’ordine del giorno non erano disponibili per la presa visione da parte dei Consiglieri, come invece previsto e reso obbligatorio dalla legge. “Poiché questa situazione si ripete in modo frequente” – continua il comunicato della Minoranza e messo agli atti del Consiglio – “e le rimostranze dei Consiglieri vengono sminuite a livello di «quisquillie e pinzillacchere» da chi dovrebbe, invece, far rispettare le regole, il Gruppo Consiliare “Sostieni Landriano” ritiene doveroso manifestare il proprio dispiacere e la propria contrarietà abbandonando questa seduta di Consiglio”.

In realtà la Minoranza ha già comunicato più volte, in sede di Consiglio Comunale ed agli organi di competenza, la mancanza dei documenti per la consultazione pre-consiliare, come dimostra l’ultima segnalazione alla Prefettura di Pavia a firma del Consigliere Stefania Pent. In tale documento è chiaramente ribadito che alle ore 8.55 del mattino del giorno stesso del Consiglio Comunale i documenti relativi a diversi punti dell’ordine del giorno non erano ancora disponibili per la consultazione. Tale situazione è stata per iscritto segnalata all’Amministrazione dal Consigliere Luigi Codazza, alla presenza di testimoni, fra cui alcuni dipendenti del comune e un assessore. Persino alle ore 10.20 il capogruppo di Minoranza, Natalino Zasso, ha dovuto constatare che i documenti per la consultazione erano stati solo parzialmente integrati.

“Abbiamo voluto rendere ufficialmente noto al signor Prefetto mediante una comunicazione scritta” – continua il Consigliere Pent – “che queste situazioni si presentano con preoccupante regolarità in occasione di quasi ogni Consiglio Comunale. In particolare, faccio riferimento alla mia precedente segnalazione, relativa al Consiglio Comunale del 19 Giugno scorso, dove ancora una volta non era stato possibile visionare alcuni dei documenti in programma per la seduta consiliare. Nella risposta che il Sindaco ha fornito alla Prefettura ha sostenuto che i documenti erano, invece, disponibili già dal giorno precedente, commettendo, con questa dichiarazione mendace, un grave atto che rivela la totale mancanza di considerazione nei confronti dei Consiglieri Comunali. Sarebbe auspicabile” – conclude Pent – “che il Sindaco rispondesse, finalmente, di questa sua dichiarazione e dei comportamenti scorretti dell’Amministrazione nei confronti dell’attività dei Consiglieri Comunali, anche a seguito dei provvedimenti che la Prefettura ritenga di voler prendere. Un’ostruzionismo di questo genere all’attività della Minoranza distrugge il principio di democrazia che dovrebbe, invece, essere proprio di un momento importante della vita politica del paese, come quello del Consiglio Comunale, e non fa certo onore all’operato dell’Amministrazione Aguzzi”.

Fonte: Sostieni Landriano

Nessuno ad accogliere i nostri militari: vergogna!

Ennesima occasione per dimostrare come NON si governa, ennesima occasione per dimostrare il distacco dal Popolo e dalle Forze Armate.

Ad accogliere all’aeroporto i due nostri militari rapiti e feriti in Afghanistan, mentre stavano facendo il loro dovere, non c’era nessun rappresentante del Governo Prodi.

Ancora una volta la conferma che per questa maggioranza ci sono rapiti e feriti di serie A, da accogliere con tutti gli onori del caso e con la presenza di un’ampia rappresentanza del Governo, come abbiamo visto nei recenti casi di Torsello e Mastrogiacomo, e rapiti e feriti di serie B.

Ebbene si, militati italiani rapiti, torturati e feriti nell’esercizio del loro dovere, non meritano che nessuno dell’Esecutivo si muova per accoglierli, esattamente come era del resto già capitato qualche settimana fa al rientro di padre Bossi, anche lui rientrato nel silenzio e nell’indifferenza del Governo Prodi.

Complimenti.

La casta (di sinistra) che si salva sempre

Image Hosted by ImageShack.usUn rinvio a giudizio non si nega a nessuno. In questa Repubblica a sovranità giudiziaria da almeno 15 anni le Procure non fanno mai mancare a un inquisito – soprattutto se di rango – un bel processo.

La regola naturalmente ha un’eccezione. Se l’indagato è un politico di sinistra, o meglio diessino, il dibattimento non si fa. Da Occhetto a D’Alema, non c’è inchiesta che abbia lambito i vertici dell’ex partito comunista che si sia conclusa con una discussione di fronte ai giudici. Poteva andare in modo diverso a Vincenzo Visco? Potevamo avere il piacere di ascoltare in un’aula di tribunale le testimonianze di generali e colonnelli della Guardia di Finanza che accusano il viceministro dell’Economia di aver tentato di destituire i vertici delle Fiamme Gialle che indagarono sull’affare Unipol? Ovviamente il piacere – o se preferite – la legittima curiosità è negata agli italiani.

La storia è nota. Il Giornale la rivelò nel maggio scorso, allorché il nostro Gianluigi Nuzzi scoprì che in una testimonianza di fronte all’Avvocato generale dello Stato il comandante della Gdf, Roberto Speciale, aveva denunciato indebite pressioni da parte di Visco affinché sostituisse i militari che si erano interessati alla mancata scalata di Unipol a Bnl, un affare che vede direttamente coinvolti i vertici della Quercia.
Continua >

Rivolta fiscale in 13 mosse

1 – Non sottoscrivere in dichiarazione dei redditi l’otto per mille a favore dello Stato

2 – Omettere il versamento di tasse fino a 11 euro, compresi sanzioni e interessi: lo Stato per legge non le recupera

3 – Non adeguarsi agli studi di settore, come modificati dal Governo Prodi, in caso di discostamento rispetto al proprio reddito

4 – Astenersi dall’acquisto di biglietti delle varie lotterie dello Stato

5 – Pagare i propri tributi alle regioni o agli enti locali e non allo Stato

6 – Il punto precedente non vale per il lavoratore dipendente che può sollecitare all’errore il proprio datore di lavoro

7 – Abolizione del sostituto d’imposta

8 – Astenersi dall’acquisto di titoli di Stato

9 – Acquistare buoni ordinari delle regioni o degli enti locali

10 – Vademecum del cittadino per non pagare tasse non dovute

11 – Vademecum dell’amministrazione per aumentare le risorse dei comuni

12 – Boicottare le aziende di Stato tipo Agip o Enel

13 – Boicottare Alitalia

Mutui agevolati per Fassino, Bertinotti, Melandri

Image Hosted by ImageShack.usProblema: mutuo immobiliare. Soluzione: se sei un Pinco Pallino qualunque vale la dura legge del mercato globalizzato, se fai parte della «casta» ci mettiamo d’accordo. La nostra nomenklatura politica può contare, oltre che su molti privilegi che si è lei stessa assegnata, anche sulla fiducia incondizionata dei banchieri italiani.

Lo attesta il quotidiano economico Italia Oggi, che nell’edizione di ieri pubblica un’inchiesta sui rapporti fra alcuni «pezzi da novanta» del Palazzo come Piero Fassino, Fausto Bertinotti e Lorenzo Cesa e alcuni istituti di credito come Monte dei Paschi di Siena, Banca nazionale del lavoro e Banco di Napoli. L’oggetto di quei rapporti è il mutuo, fondiario o ipotecario, ottenuto dai politici a condizioni vantaggiose. Ma davvero, non ai tassi delle pubblicità che sono vantaggiosi per i finanziatori.
Continua >

Il killer di Treviso era libero per indulto

Cosa diranno, adesso, a Daniele Pellicciardi, quel figlio di cui era stato controllato con attenzione l’alibi? Ci sarà qualcuno che avrà il coraggio di dirgli che uno degli assassini dei suoi genitori, già in carcere per reati come furto, rapina e violenza sessuale di gruppo, era stato rimesso in libertà per gentile concessione dello Stato?

Ieri è stata una giornata di soddisfazione e di rabbia. Di soddisfazione, innanzitutto, perché i carabinieri, al termine di un grande lavoro investigativo, coordinato dal procuratore Antonio Fojadelli, sono riusciti a individuare e ad arrestare i responsabili di uno dei crimini più efferati che il Veneto ricordi. Ma anche di rabbia, perché hanno scoperto che un analogo lavoro egregio, svolto dal commissariato di Castelvolturno qualche tempo fa, capace di assicurare alla giustizia una specie di belva come Naim Stafa, albanese, era stato liquefatto dall’entrata in vigore dell’ultimo indulto.

Se la giustizia funzionasse davvero, quell’assassino non sarebbe mai stato liberato, non gli sarebbe stato permesso di colpire ancora. Chi ha ucciso i due coniugi in quel modo ha davvero poco a che fare con l’essere umano. Strafatte di cocaina, le due belve albanesi hanno infierito sui Pellicciardi: volevano le chiavi della villa che la coppia proprio non aveva. Di fronte all’impossibilità di soddisfare quella richiesta, i due hanno immobilizzato l’uomo e l’hanno costretto ad assistere alla tortura della moglie, seviziata con un pesante scalpello. Seviziata e, alla fine, uccisa con violenza bruta. Poi, prima di andarsene con la borsa contenente i pochi averi della signora, tra cui un postamat, hanno chiuso i conti con il marito, ucciso con inaudita ferocia.

Fonte: Il Giornale