Archivio di gennaio 2007

1° Scuola Politica Fededale MGP

Il Coordinamento federale MSP, il Movimento Giovani Padani sono lieti di invitarVi alla 1° SCUOLA POLITICA FEDERALE MSP

LA SCUOLA POLITICA FEDERALE MSP SI TERRA’ DOMENICA 21 GENNAIO 2007 A MILANO NELLA SALA CONFERENZE DELLA SEZIONE DI VIA TELESIO.

DI SEGUITO IL PROGRAMMA:

9.30 – 10.30: Accoglienza. A seguire breve saluto iniziale e introduzione alla giornata (Lucio Brignoli ed Emanuele Monti);

10.30 – 11.00: Le consulte scolastiche: funzionamento e uso (Matteo Mognaschi);

11.00 – 13.00: LEGA e Federalismo, fotografia della Padania. Dal titolo V alle nuove strategie post congressuali. (Max Capitanio);

13.00 – 14.00: Pausa pranzo e saluto del Coordinatore Federale MGP on. Paolo Grimoldi;

14.00 – 16.00: Leggi e riforme della scuola: (Roberto Sasso);

16.00 – 18.00: Affrontare un pubblico: tecniche di comunicazione
(Marco Pinti)(Paragone)

Perchè rimpiangere la lira

Ovvero i misfatti dell’Euro di Prodi…

Il Codacons ha fatto i conti in tasca agli italiani: risultato? In 5 anni di euro una pizza costa circa il 50 per cento in più mentre su alcuni beni i rincari sono stati all’incirca il doppio.

Si fa un gran parlare di come l’Euro abbia fatto aumentare il costo della vita e l’associazione dei consumatori per verificare gli effetti della moneta unica europea su prezzi di beni e servizi ha esaminato un paniere composto da 100 voci. dell’arrotondamento ai 10 centesimi previsto per legge.

Ecco qualche dato: gli aumenti più consistenti – sempre secondo il Codacons – si parla del doppio rispetto al prezzo in lira, hanno toccato piccoli oggetti come gli accendini e le penne a sfera con punte di incremento superiori al +92 %. Non si è salvato nemmeno il lotto (da sempre nel cuore degli italiani), giocata minima: +92,3%. I rialzi non hanno risparmiato i beni di primaria necessità, numeri alla mano: sale (+59%), riso (+44,7%), farina (+40%), limoni (+38,6%), olio di semi (+36,6%), tonno in scatola (+26,7%) e persino le uova confezione da 6 (+46,7%).
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Stanno arrivando 100mila zingari

Centomila zingari in arrivo. A lanciare l’allarme sulle effettive dimensioni dell’esodo verso l’Italia che l’allargamento dell’Unione Europea a Romania e Bulgaria finirà realisticamente per provocare è il Sindacato Autonomo di Polizia che, con una nota emessa dalla Segreteria Provinciale di Torino, rivolge un accorato appello “alle istituzioni locali, dal Comune alla Regione, affinché facciano sentire con forza la loro voce a Roma».

Con i tagli di spesa della Finanziaria e l’incombenza di questi nuovi ingressi, scrive il Sap, “la Polizia di Stato rischierà di dover alzare bandiera bianca e di non poter tutelare la sicurezza e la tranquillità dei cittadini, italiani o stranieri che siano”.

Stringi stringi, infatti, le categorie sociali che vivranno sulla loro pelle la “calata” degli zingari sono essenzialmente due: i cittadini, che vedranno sorgere nuovi campi nomadi vicino alle proprie abitazioni, e le forze dell’ordine, che dovranno cercare di gestire l’ordine pubblico in una condizione di forte sottodimensionamento degli organici.
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Pensioni, l’assistenzialismo vince al Sud

Ormai è inutile coltivare speranze: trascorse le ferie natalizie, la “furia riformatrice” di questo governo si abbatterà anche sul sistema delle pensioni. E in attesa che Prodi ci metta le mani sopra e ne contamini definitivamente le potenzialità, la Cgia di Mestre ha provveduto a elaborare un’istantanea della situazione previdenziale in Italia nel corso del lustro 2000-2005.

Si può così scoprire che l’aumento totale delle pensioni ammonta a 1.221.616 unità. In termini assoluti la quota raggiunta è pari a 23.257.480 assegni erogati ai nostri pensionati da tutti gli enti previdenziali italiani. L’incremento medio espresso in termini percentuale è quindi pari al 5,54%. A guidare la classifica degli aumenti sono le regioni del Sud. La Campania è leader in questa graduatoria con il 13,43%, segue la Calabria con l’11,60%. Unica eccezione tra le regioni del Nord è la Valle d’Aosta che si piazza al terzo posto con un incremento, registrato sempre tra il 2000 e il 2005, del 11,50%. Al quarto posto la Sardegna (11,02%) e al quinto la Puglia (10,78%). Anche le pensioni assistenziali (e quindi le pensioni e gli assegni sociali, le pensioni di indennità agli invalidi civili, etc.) hanno subito un incrmento medio del 41,05% a fronte di una media dlle pensioni Ivs (quelle di invalidità, vecchiaia, anzianità e superstiti) dell’1,72% e a una contrazione di quelle indennitarie (legate agli infortuni sul lavoro e alle malattie professionali) pari al 16,8%.
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Perché Prodi sceglie Caserta e snobba il Nord?

Perché Prodi e la sua maggioranza hanno deciso di riunirsi in “conclave” a Caserta per fare il punto della strategia di governo all’inizio del nuovo anno? La risposta è inscritta nei sacri testi marxisti, in particolare nell’incipit del Manifesto del Partito Comunista, che possiamo parafrasare così: «Un fantasma si aggira per l’Italia, quello del Nord».

Spettro in realtà corposissimo, visto che trascina dietro di sé, assieme alla canoniche catene, la produzione di beni e servizi dell’intero Paese. Ma per questo governo di sinistra-centro il Nord resta un ectoplasma, un’entità evanescente sul piano della influenza politica: salvo poi quando c’è da spremere quel che basta per soddisfare gli appetiti sulla redistribuzione di reddito tanto cara ai massimalisti della sinistra estrema e dei sindacati. Ai danni di ceti medi, piccole imprese, professionisti, ma anche della scuola, della sanità, della ricerca, degli apparati della sicurezza.
Quando però, torchiati ben bene i padani, i loro redditi e risparmi, ci si deve sedere intorno a un tavolo per disegnare le linee portanti dell’azione dell’Esecutivo, allora una qualsiasi città del Nord, una Torino, una Milano, una Venezia, con le straordinarie sedi che i loro edifici storici potrebbero offrire, non va bene.
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I Pacs ci costerebbero 400 miliardi di euro

Romano Prodi lo ha ribadito durante la conferenza stampa di fine anno: «Il Governo – ha detto – intende procede al riconoscimento dei diritti civili alle convivenze». Che vuol dire? Che la possibilità di una legge che regoli le coppie di fatto etero, ma soprattutto omosessuali si sta facendo sempre più concreta.

Del resto le pressioni dei soliti noti all’interno della maggioranza sono sempre più insistenti. Dai Verdi a Rifondazione Comunista, con Vladimir Luxuria in prima linea, sono in molti a voler accorciare i tempi. Peccato che la questione non sia così semplice. E non tanto perchè nel nostro Paese siano ancora in molti, la maggioranza per lo più, a credere nei valori della famiglia tradizionale. Mettendo da parte la morale, infatti, vi è da dire che i Pacs alle casse dello Stato italiano costerebbero troppo. Soprattutto all’Inps. E di soldi, si sa, non ce ne sono.
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