Archivio di dicembre 2006

Uno di noi

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Daniele Ossola su La Padania del 27 Dicembre 2006

Prodi rinnova il contratto a Prodi

Free Image Hosting at allyoucanupload.comZitto zitto, il premier ha rinnovato il contratto statale a suo fratello. E ha pure partecipato al voto. E attaccava le leggi ad personam di Berlusconi…

Romano Prodi, per invertire la tendenza introdotta dal suo predecessore ha pensato bene, nel corso del Consiglio dei Ministri che si è tenuto venerdì 22 dicembre, di far approvare una proroga contenuta nel cosiddetto decreto “milleproroghe“.

Con la quale, sic et sempliciter, ha rinnovato il contratto al fratellino, Franco Prodi. Il quale, per bontà del suo amatissimo Romano, continuerà a ricoprire l’incarico di direttore dell’istituto di Scienze dell’atmosfera e del clima del Cnr.
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Anche i poveri piangano!

Free Image Hosting at allyoucanupload.comAltro che ricchi: con le nuove tasse su auto e moto saranno soprattutto i redditi bassi a soffrire. E pure a indebitarsi. Che sinistra è?

L’associazione dei consumatori Adusbef in un suo recente studio fornisce la spesa media che ogni famiglia italiana dovrà affrontare per permettersi di avere una macchina, in seguito alla mano pesante della Finanziaria 2007 su tutto ciò che riguarda i veicoli a due e quattro ruote.

Si scopre così che la Finanziaria che doveva far piangere solo i ricchi farà piangere praticamente tutti, perché ogni famiglia dovrà tirare fuori dal portafoglio la bellezza di 4.071 euro, ovvero il 5,6% delle entrate famigliari. Le spese porteranno nelle casse dello stato, secondo lo studio, 85,5 miliardi di euro, e saranno distribuite tra imposte indirette sui carburanti (36,9 miliardi), Iva sull’acquisto dei veicoli e degli accessori (8,8 miliardi), tasse di proprietà ed ex bolli (6,4 miliardi) oltre alla manutenzione ordinaria (5,6 miliardi) e all’Rc Auto (19,5 miliardi).
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Parmigiano Romano

Prodi ci costa 1 milione e 375 mila euro in più

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Il governo Prodi, con tutti i suoi ministri, sottosegretari e poltronati vari, costerà 1 milione e 375 mila euro in più rispetto ai precedenti esecutivi della storia della Repubblica. E chi paga? Noi, con la finanziaria

Un milione in più

No, non c’entra Marco Polo. No, non c’entra il Sig.Bonaventura. E non c’entra nemmeno “il milione di posti di lavoro”. C’entra invece come al solito Romano Prodi che dopo questi 6 mesi disastrosi di governo ci regala un altro record in negativo. Sono infatti venuto a sapere che il governo più “poltronato” della storia della Repubblica, quello con più sottosegreterie, quello che non avrebbe dovuto “pesare” sulle tasche dei contribuenti alla fine costa in più allo stato 1 milione e 375 mila euro rispetto ai precedenti governi della storia della Repubblica.

E la notizia non viene da fonte sconosciuta, ma dalla Corte dei Conti nella relazione quadrimestrale sulle coperture e gli oneri delle leggi approvate in Parlamento. Non è bastato che Padoa Schioppa ci abbia rivelato (come lo stesso Bersani ieri a Porta a Porta) di come la finanziaria avrebbe potuto essere tranquillamente di 15 miliardi, non è bastata l’impennata della spesa pubblica corrente (arriverà un surplus di 9 miliardi di Euro), adesso veniamo a sapere anche questa. Ha fatto bene Prodi a meravigliarsi al Motor Show. Ha fatto bene a meravigliarsi che non gli abbiano tirato dietro dei cerchioni di automobile. Ecco forse in questo dovrebbe meravigliarsi.

La legge dell’aumento dei dicasteri voluta dal governo Prodi avrebbe dovuto essere (come da lui affermato) a costo zero ed invece “sorpresa”, a costo zero non è, e la carica dei 104, indovinate un po’ chi la pagherà ? Come al solito per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte, per accontentare la miriade di partiti che compongono lo sgangherato “carretto” dell’Unione adesso i contribuenti si troveranno a sborsare per delle poltrone in più completamente inutili se non a soddisfare i capricci dei partiti. E capendo come l’aumento dei dicasteri sarebbe stato impopolare e malvisto dall’opinione pubblica, in fretta e furia si era addirittura deciso di inserire nel testo del decreto legge l’invarianza di spesa. Bel film. Peccato che però questa sia la triste realà . E se ci pensiamo bene, come sarebbe stato possibile aumentare i dicasteri senza fare lievitare la spesa?

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Scarcerato l’assassino del benzinaio di Lecco

La scarcerazione avvenuta oggi di uno dei due assassini del benzinaio Giuseppe Enrico Maver e’ la prova conclamata che la giustizia e’ malata di un cancro devastante“.

Lo dice il Sindaco di Calolziocorte, la cittadina a pochi chilometri da Lecco dove abitava l’anziano benzinaio ucciso durante un tentativo di rapina avvenuto la sera del 25 novembre 2004 alla periferia di Lecco. Arrigoni, che della vittima era anche amico personale, parla di “una giustizia che non funziona“.

Dopo aver appreso che oggi ha potuto lasciare il carcere dopo soli due anni Domenico Elia, all’epoca ancora minorenne, Il primo cittadino calolziese non ha dubbi: “Tutto cio’ e’ scandaloso, provoca disgusto e una profonda rabbia; causa insofferenza verso una certa politica, ma soprattutto verso gran parte della magistratura sempre piu’ autoreferenziale non vuole accettare di cambiare“.

Nel ricordare il grade impegno profuso dagli investigatori che giunsero agli assassini in due settimane, Arrigoni rimarca come “anche quando la giustizia fa il suo corso, raramente e normalmente dopo lunghi anni, difficilmente poi fa seguito la certezza della pena. L’ennesima scarcerazione per decorrenza dei termini, come successo pochi giorni fa a un boss della camorra e come accaduto oggi complice dell’assassino materiale di Maver. In questo paese paga essere delinquenti. Infatti, l’affidamento ad una opportuna difesa, la ricerca di un cavillo legale, oppure la tendenza alla decorrenza dei termini si perseguono sempre, perche’ sempre alla lunga ripagano il delinquente. Vince sempre Caino, soccombe invece sempre Abele, ovvero il cittadino onesto che non ha mai garanzie; vittima due volte, come Giuseppe Maver e i suoi familiari, che prima si vedono sottratti una vita e poi si ritrovano dopo pochi mesi ad incontrare per strada il loro assassino“.

La piazza fa davvero paura…

Forse non fanno paura a Prodi, ma è evidente che i milioni di manifestanti scesi in piazza fanno paura a qualcuno. Come fare per rimpolpare subito i voti che non ci sono più? Facile! Basta far votare anche gli immigrati, non importa abbiano la cittadinanza o meno.

Ecco cosa dice Vasco Ernani, presidente diessino della Regione Emilia Romagna: “Occorre andare ad una radicale modifica della legge Bossi-Fini, superandone prima di tutto l’impianto culturale“. Poi devono essere “ridefinite le modalita’ di espulsione” dei clandestini e per i regolari “va assolutamente introdotto il voto amministrativo“.

Quando si accorgeranno che anche gli immigrati, cittadinanza o meno, sanno ragionare con la propria testa, state certi che ritireranno questa proposta così come stanno facendo con i continui tira e molla e pasticci vari della finanziaria.

La persona nella foto pare sia essere Ambrogio, mitico militante di Torino!