sez. Brenno
LN Landriano
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Post di LN Landriano
Acqua Pubblica: la posizione della Lega Nord
4 dic
La questione della cosiddetta “privatizzazione” dell’acqua tiene banco in molti consigli comunali. Innanzitutto occorre ricordare che i deputati della Lega sono stati accusati di far parte di un gruppo di “Rifondazione Leghista”, tanto la nostra posizione è storicamente a difesa dell’acqua pubblica.
La Lega infatti vuole una normativa che salvaguardi il ruolo dei nostri comuni e la pubblica proprietà delle reti e, pur promuovendo l’iniziativa privata come preteso dall’Europa, riduca i costi per le pubbliche amministrazioni e garantisca la migliore qualità dei servizi. Nell’attuazione delle direttive europee la Lega inoltre vuole che l’amministrazione pubblica – qui si è concentrata buona parte dei nostri sforzi – possa continuare ad optare per la gestione diretta (in house). Il Governo, incaricato dal Parlamento di redigere il Regolamento sulla disciplina dei servizi pubblici locali (previsto dall’art. 23-bis del Decreto-legge 112/2008) ha chiesto al Parlamento un ulteriore intervento chiarificatore per meglio tutelare quegli Enti locali che vogliono continuare a gestire l’acqua in proprio, ovvero con le proprie società municipalizzate (in house vale a dire affidamento diretto a società a capitale pubblico controllata dal pubblico).
Fermo restando che l’Europa chiede la messa in gara dei servizi pubblici locali perché con la concorrenza i servizi ai cittadini dovrebbero migliorare di qualità e diminuire nei costi. In base alle indicazioni europee, il ricorso all’affidamento in house può essere ammesso solo “qualora ricorrano obiettive ragioni tecniche od economiche”. La difficoltà incontrata nell’ultimo decennio ad oggi è tutta qui: è infatti difficile definire quali siano queste ragioni tecniche o economiche per evitare di incorrere nelle sanzioni. Il risultato ottenuto dalla Lega è che il Parlamento ha ribadito, per l’ennesima volta, che le reti, il patrimonio pubblico, erano, sono e resteranno dei cittadini.
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Nessun derby Lega – PDL a Landriano
5 giu
L’aspetto più singolare di questa campagna elettorale ormai conclusa è che, mancando per la coalizione di governo un avversario credibile con il quale confrontarsi, i mass media hanno dovuto inventarsi un’altra competizione, che è stata definita il “derby Lega-Pdl”. In realtà, complice una legge elettorale (che per il rinnovo del Parlamento europeo prevede una proporzionale pura) che obbliga tutti i partiti a portare acqua al proprio mulino, ma soprattutto a causa dell’atteggiamento della sinistra che, da Franceschini a Di Pietro, e dal redivivo Diliberto a Giordano, ha improntato la campagna elettorale solo sulle veline e sui voli di Stato del premier, l’attenzione di osservatori e opinionisti si è concentrata sul presunto “derby Lega-Pdl”. In questo modo però non c’è stato un vero dibattito sul futuro dell’Unione europea e tanto meno un reale confronto sulle questioni vere che sono attualmente sul tappeto e che interessano da vicino la gente. Certo, da che mondo è mondo, il gossip (soprattutto quello che riguarda capi di Stato e di Governo) fa notizia e aiuta a vendere qualche copia in più di giornale o a conquistare telespettatori, ma alla lunga, sul piano squisitamente politico, non paga. In queste ore poi il segretario del Pd continua a ripetere, come una litania, che se vince Berlusconi “la democrazia è a rischio e che quindi bisogna votare il Pd per porre un argine allo strapotere del premier”. Ma insomma, di che cosa stiamo parlando? Franceschini si comporta come se il tempo si fosse fermato a dieci o quindici anni fa! Come si fa a dire sempre le stesse cose come un disco rotto? La gente ti dà il voto se tu proponi qualcosa, non se parli contro qualcuno. Possibile che dalle parti del Pd non abbiano ancora compreso questa lezione? La verità è che l’opposizione annaspa su tutto ed è sempre indietro rispetto all’agenda di governo. Denuncia al mondo intero un inesistente pericolo per la democrazia in Italia, ma poi non riesce nemmeno a dire all’opinione pubblica in quale gruppo parlamentare europeo si iscriveranno i suoi deputati una volta eletti! L‘altra sera Franceschini, ospite della trasmissione televisiva Otto e Mezzo, alla domanda della Gruber su quale fosse la destinazione nel Parlamento europeo dei futuri parlamentari del Pd, non è riuscito a nascondere l’imbarazzo perché neppure lui sa dove andranno i suoi deputati. Che credibilità può avere quindi un segretario di partito che non sa nemmeno a quale gruppo parlamentare iscrivere i suoi deputati?
Tutto da guadagnare dalla nascita del PDL
24 mar
La nascita del Pdl, inteso come unico punto di riferimento per gli elettori di Forza Italia e Alleanza Nazionale e non più solo come partito unico in Parlamento, è senza dubbio un grosso contributo alla semplificazione del quadro politico, iniziata già più di un anno fa e conclamata poi dal risultato elettorale delle Politiche dello scorso anno. In molti si chiedono cosa cambierà adesso nei rapporti con la Lega Nord e se il nostro movimento trarrà un vantaggio elettorale dalla suddetta fusione.
Sul primo punto riteniamo che non ci saranno grossi cambiamenti, considerato che già da un anno, ma anche nella XIV legislatura e poi dalle fila dell‘opposizione nei due anni di governo Prodi, il centrodestra e la Lega hanno dato prova di coesione non solo elettorale ma anche programmatica, che si è poi tradotta in un’efficace azione di governo. Certo, non sono mancati momenti di confronto, qualche volta anche animato, ma questo fa parte della dialettica politica, e più in generale della democrazia, e sarebbe davvero inusuale se non esistesse. Inoltre, la consolidata alleanza tra il Carroccio, da un lato, e Berlusconi e Fini dall’altro, non è stata né dettata da compromessi dell’ultima ora né improntata alla gestione dell’ordinario.
La storia della Repubblica insegna che non tutti i governi sono stati uguali per ambizioni, forza della maggioranza che li sosteneva, carisma dei presidenti del Consiglio e dei segretari dei partiti che appoggiavano l’esecutivo, contesti politici nazionali ed internazionali nei quali si trovavano ad operare. Lega e Pdl, insomma, non hanno mai governato per la gestione dell’ordinario, né tanto meno per il mantenimento del potere a fini clientelari, ma per cambiare davvero un sistema istituzionale che ha dimostrato di non essere più all’altezza delle sfide, economiche e sociali, dei nostri tempi.
In tal senso, ne siamo certi, la fusione del partito del premier con quello del presidente della Camera non può che contribuire ad accelerare le riforme che, oltre a quella determinante del federalismo, in futuro potrebbero anche riguardare quelle costituzionali, come il Senato federale e i nuovi compiti del parlamento. Per quanto riguarda poi il secondo punto, e cioè se la Lega trarrà un vantaggio elettorale dalla nascita del nuovo partito, condividiamo le parole del presidente del gruppo parlamentare del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, quando dice che “la concorrenza è l’anima della vita, anche in politica”.
Aggiungiamo che la Lega Nord non ha paura di concorrere né con il Pdl né con altre forze politiche, a maggior ragione poi se si tratta di confrontarsi sui temi che ci stanno più a cuore, come il decentramento politico e amministrativo delle istituzioni, la sicurezza dei cittadini, la valorizzazione delle specificità locali. Su queste battaglie, che costituiscono peraltro il nostro DNA da sempre, siamo disposti a confrontarci con tutti gli attori del sistema politico,nell’esclusivo interesse dei cittadini padani.
La carica dei 101?
23 mar
Vi ricordate l’ultima campagna elettorale? Si? Vi ricordate allora qual’era il grido di battaglia?
SI-CU-REZ-ZA e tutti d’accordo i politici in odore di poltrona. Vi ricordate?
Bene… Guardate un po’ cosa succede ora, dopo che sono stati eletti coi vostri voti, con i voti di chi vuole più sicurezza…
Fanno di tutto per ostacolare quelli come noi della Lega che da sempre lottiamo per questo e che forti dei vostri voti stiamo cercando tutte le strade per rendere più sicure le nostre strade… e scusate il giro di parole.
Come questi questi 101 fenomeni… che ora, dopo che il Senato ha già dato l’ok, stanno facendo marcia indietro e hanno iniziato coi balletti ..ma si però… poverini… allora ribadiamo il concetto: o la sicure la si vuole e la si fa o si cambia bandiera!
E ricordatevelo.. voi che andrete a votare il prossimo giugno che ci sono i barlafuss che promettono e poi non mantengono. E poi ci sono quelli seri, quelli della Lega, che nonostante tutto e tutti continuano a combattere per darvela questa sicurezza.
Che il Sindaco la smetta di prendere in giro i cittadini!
11 mar
E’ senza mezzi termini la dichiarazione di Gigi Codazza, consigliere di minoranza a Landriano. “Abbiamo capito tutti che la campagna elettorale dell’attuale Sindaco è iniziata già da mesi, ma questo è troppo. I cittadini verranno chiamati per l’ennesima volta a firmare una petizione popolare che sancisce di fatto l’incapacità dell’attuale amministrazione ad avere rapporti fruttosi con le altre realtà amministrative e produttive.”
“Prendiamo il caso delle Poste. Il Sindaco ha propagandato per anni come suo vanto l’aumento di abitanti di Landriano. Una programmazione saggia avrebbe coinvolto le stesse Poste, avvisandole per tempo di quanto stava avvenendo nel nostro Comune, cercando di concordare nuovi impiegati e un nuovo ufficio. Invece no, il Sindaco è intervenuto solo quando la situazione è diventata esplosiva, cavalcando una battaglia per la quale noi crediamo anche lui sia uno dei diretti responsabili. Successivamente, vista la propria manifesta incapacità di avere un confronto serio con le Poste, ha cercato l’appoggio popolare. Ma è degno di un Sindaco comportarsi in questo modo?”
Codazza continua sulla campagna elettorale. “Ormai anche i più sprovveduti hanno capito che da oggi a Giugno vedremo altre petizioni popolari organizzate dall’attuale Sindaco. Se la prenderà ancora contro le Poste, poi contro la Provincia, contro la Regione, contro l’Asm, contro l’Asl contro Tremonti e Maroni, e con chissà quanti altri enti, aziende o ministri, pur di lavarsi le mani dai problemi che non è stato in grado di risolvere. Potremmo abbassarci al suo livello organizzando una Petizione Popolare contro l’abbattimento selvaggio degli alberi, oppure per il dissesto stradale delle vie di Landriano. Non lo faremo, perchè siamo già al lavoro per cercare di risolvere i danni che questa amministrazione ha provocato.”
Favorevoli al controllo del territorio
26 feb
Nonostante la massiccia campagna antileghista che è apparsa sui media, sono molti i sondaggi che registrano un gradimento della popolazione alle cosiddette ronde.
Dopo gli innumerevoli fatti di cronaca, che ormai quasi non fanno più notizia, che purtroppo hanno registrato negli ultimi giorni un’inarrestabile innalzamento del livello di guardia, il governo ha deciso di accelerare i tempi per l’adozione delle contromisure. Nel decreto legge dello scorso 20 febbraio, tra gli altri provvedimenti, le ronde sono così diventate legge:poliziotti e carabinieri in pensione, ma anche semplici cittadini riuniti in associazione di volontari, pattuglieranno le città per segnalare alle forze dell’ordine situazioni di degrado, insicurezza o emergenza.
Le ronde, “particolare” da sottolineare, non saranno armate e dovranno essere autorizzate da sindaci e prefetti. Secondo uno degli ultimi sondaggi d’opinione, ben il 52% degli italiani ha dichiarato la propria disponibilità a partecipare alle ronde.
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Filare di alberi decennali abbattuto a Landriano
21 feb
Quella appena trascorsa è stata una brutta mattinata a Landriano. Uno dei due filari di alberi che percorreva via Milano è infatti stato abbattuto senza alcuna motivazione plausibile. Alberi cari ai landrianini, sotto i quali potevano passeggiare tranquillamente all’ombra anche in piena estate. Forse qualche pianta sarà stata malata, forse correva il pericolo di cadere nella roggia adiacente, ma quello che stupisce tutti noi è stata la decisione di abbattere una quarantina di alberi completamente e in una volta sola. Possibile fossero tutti malati e pericolanti?
Non possiamo che giudicare pessima l’idea di eseguire questo genere di operazioni il sabato mattina, visto l’elevato numero di persone che si dirigono verso il mercato percorrendo quel tratto di via Milano. Non solo: la segnaletica e le precauzioni in merito alla sicurezza dei lavoratori e dei passanti sono state palesemente inadeguate. Ciliegina sulla torta il cingolato che durante i lavori ha ovviamente rovinato parte della pavimentazione stradale.
Nel 1952 Adlai Stevenson disse di Nixon. “E’ il tipo di politico capace di tagliare un albero in fiore e poi salire sul tronco e tenere un discorso sulla conservazione”: una citazione che calza a pennello sul Sindaco di Landriano. Stando all’umore dei cittadini, in molti finalmente se ne sono accorti.


