Adesso basta!
di Raffaele Volpi
Non ne posso proprio più di farmi prendere in giro. Non sopporto più di leggere un giornale o vedere un servizio televisivo dove gente che vive in mezzo ai rifiuti si oppone in modo veramente incredibile alla localizzazione di qualsiasi impianto di smaltimento o stoccaggio. Basta! Rivoglio la mia dignità, anzi la rivendico, la pretendo.
Non sopporto oltre di farmi dire che la solidarietà tra regioni è un legante essenziale per questo Paese. Questa bella solidarietà che mi fa protagonista del “Bel Paese” si concretizza così: i miei soldi in cambio dei loro rifiuti.
Impossibile reggere oltre il peso della presa in giro. Inutile, ormai, lo sforzo che faccio per cercare di comprendere e farmene una ragione. Non capisco, anzi capisco troppo. So che da noi i Sindaci, gli amministratori locali e regionali si sono presi la responsabilità di essere anche impopolari prendendo decisioni che sapevano difficili, ma necessarie.
Capisco che in una parte del “Bel Paese” io, noi … lombardi, veneti, piemontesi, emiliani … continuiamo a finanziare la politica di chi non decide o ancor di più decide solo per assicurasi un pugno di voti.
Avanti così, con l’assunzione di autisti d’autobus senza patente, con i bandi per un numero inimmaginabile di forestali che sarebbero troppi anche per controllare la foresta amazzonica, per mettere centinaia di amici degli amici in quelle municipalizzate che dovrebbero raccogliere quei “maledetti rifiuti” e non lo fanno.
No è proprio troppo!
E’ troppo anche pensare ai sacrifici chiesti ai nostri concittadini per condividere la razionalizzazione dei sistemi sanitari regionali per poi vedere, un’altra volta, i miei, i vostri, i nostri soldi buttati per pagare i debiti della sanità delle solite regioni.
Quelle dove gli ospedali, dopo anni di finanziamenti a pioggia sempre con i nostri soldi, sono ben lungi dal funzionare. Dove cattedre e primariati sono un “fatto di famiglia”, serbatoi di voti per politici inetti e forse giusta punizione per quelli che ad ogni telegiornale piangono, ma che quei politici continuano a votarli in cambio di un posto inefficace all’ASL, in Comune , in Provincia o nella municipalizzata locale. Basta alla presa in giro delle lacrime di coccodrillo di chi non vuol cambiare. E basta anche ai “cacciaballe” che si riempiono la bocca parlando e straparlando dei costi della politica e poi hanno paura di dire anche loro con chiarezza che gli sprechi veri non sono il gettone di presenza del Consigliere Comunale o la macchina blu dell’assessore provinciale, ma intere regioni che vivono con i miei soldi, con le mie tasse, con i miei sacrifici. Che con il nostro contributo finanziario miliardario e pluridecennale non hanno saputo o voluto cambiare nulla.
E la cosa che mi fa “incazzare “ ancora di più è che sempre, da quando sono bambino ed ormai ho quasi cinquant’anni, sento e vedo pianti, lacrime, giuramenti di buona volontà, urla contro la politica, contro lo Stato, contro tutti, ma … quelli che piangono votano sempre gli stessi.
Io da oggi ho deciso che non mi sento più responsabile per quelle lacrime, che non mi interessa più farmi prendere in giro, che non ci sto più.
Ho deciso, in cuor mio, che non intendo più finanziare mafie e ‘dranghete, famiglie e parentele, che finché non vedrò la volontà seria della gente comune di quelle regioni di cambiare la classe politica, la classe dirigente, di scendere in campo senza paure o compromessi come da noi è successo con la Lega di Umberto Bossi non troveranno più in me compassione o solidarietà.
Insomma basta veramente, che si commissarino quelle regioni e quei politici, che si dia un segnale che così non si va più avanti, che la “pacchia” è finita e che noi non vogliamo più farci prendere in giro.
Diciamo che i “polentoni” si sono rotti e non ci stanno più. Per favore non voglio più leggere articoli di giornale o vedere servizi televisivi che mi dicono che i miei sodi non servono per cambiare … perché è così, perché le discariche in Campania le avrei pagate io (e voi naturalmente), ma non le vogliono.
Perché l’efficienza della loro sanità l’avrei, anzi l’ho pagata io (e sempre voi naturalmente), ma non la vogliono. E allora per favore io voglio continuare a pagare le tasse (come voi naturalmente), ma pretendo che i miei soldi, i miei sacrifici servano a qualcosa e quindi rivendico la mia dignità, pretendo di poter scegliere dove e per cosa servano le mia tasse.
Voglio la libertà di decidere di lasciarli alla mia comunità, alla mia Regione e se questo non fosse sempre possibile (purtroppo non lo è … poi chi lo tiene su “sto stivale scalcagnato”?) e se questo non fosse sempre giusto voglio poter decidere di dare il mio sostegno a gente che mette in campo dignità e voglia di cambiare e non mi interessa se il mio denaro finisce in Africa o in America Latina se c’è qualcuno che lo sa usare per migliorare le cose. Una cosa è certa. Che la mia coscienza sarebbe finalmente a posto perché sarei certo di non aver buttato i miei soldi dalla finestra come ho fatto per troppo tempo. Adesso accendo la TV … e spero di essermi sbagliato!
Raffaele Volpi
Responsabile Enti Locali Lega Lombarda-Lega Nord
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