Il federalismo fiscale “è la madre di tutte le battaglie”. Parola del ministro dell’Interno, Roberto Maroni, intervistato oggi da la Stampa, dalle cui colonne l’esponente del Carroccio, invita il premier a rispettari i patti presi con la Lega sul sistema federale che dovrà essere sul modello lombardo. Questo, avverte, sarà il banco di prova della coalizione per il Carroccio: “E’ il vero mastice della maggioranza per i prossimi 5 anni. Il programma del governo non va ridiscusso, ma attuato così come abbiamo attuato la norma sulle intercettazioni, sulla sicurezza, il reato di immigrazione clandestina, il taglio dell’ Ici sulla prima casa ed altro…”. “Quanto alle regioni del Sud -spiega Maroni- non è vero che saranno costrette a chiudere scuole ed ospedali. Il problema del Sud non sono le risorse ma l’esatto opposto: arriveranno tanti di quei soldi che sarà difficicile spenderli tutti”. Maroni difende i provvedimenti sulla sicurezza: “E’ sbagliato fare una guerra atomica per l’emendamento che considero una soluzione giusta alla lentezza dei processi”. Quanto all’affondo del presidente del Consiglio contro le toghe, osserva: “Le dichiarazioni polemiche le lascio ad altri. Sono cose che considero trascurabili. Il premier ha le sue opinioni. Io come ministro dell’Interno e membro del governo mi occupo del problema sicurezza. Queste dichiarazioni di Berlusconi non interferiscono con la mia attività . Vedo che c’è una parte della magistratura che fa il suo lavoro in maniera eccellente. Penso ai magistrati di Napoli che in un anno e mezzo hanno istruito il processo di appello contro i Casalesi e sono arrivati a una sentenza coraggiosa. Poi ci sono magistrati che sbagliano e fanno uscire mafiosi di galera. C’è quello che dice Berlusconi - avverte - e chi fa il proprio dovere con coraggio e con passione”.