Lega Nord Landriano
Feb
4

Bossi: «Riprendiamo la nostra libertà…»

«Se cade il Governo? Non sono così sicuro come qualcuno dice. Calderoli è stato bravo. Ha fatto una buona operazione e li ha messi in difficoltà. Ma la maggioranza ha passato lo scoglio della Finanziaria e ora sarà un po’ più difficile da mandare a casa».

Tocca a Umberto Bossi, dai microfoni di Telepadania, smorzare l’entusiasmo della Cdl su un’eventuale caduta di Prodi all’indomani dell’imbarazzante stop dell’Unione a Palazzo Madama.

«Semmai - spiega il Senatur - è necessario che milioni di patrioti padani scendano in campo». Solo così - fa intendere Bossi - qualcosa «può cambiare». Perché «bisogna “incazzarsi” sul serio se vogliamo che avvenga un miracolo». Una possibilità resa difficile dal fatto che «quando si tratta di perdere la poltrona allora si mettono d’accordo su tutto».

«Di certo - attacca ancora Bossi - non possono pensare di andare avanti così all’infinito. Perché la gente si ribella». Oggi - ricorda il leader leghista - «i nostri popoli sono schiavi di questa realtà. La Lombardia ha un numero di cittadini più alto di alcuni Stati europei. Ma non abbiamo neanche un giudice o un insegnante lombardo». Da qui l’ennesima bordata contro uno «Stato schiavista e centralista» al quale Bossi manda un avvertimento nemmeno troppo velato: «La furbizia non paga sempre. Il Nord è stanco di mantenere questo Stato assistenzialista. Ci sono milioni di patrioti padani disposti a lottare. Pronti a conquistare la libertà perduta».
Una conquista da raggiungere per vie democratiche, attraverso le riforme come il federalismo, di cui si discuterà al Parlamento padano il prossimo 10 febbraio. Si parlerà anche di legge elettorale e di quella Federazione tanto sbandierata dal Cavaliere. Ma «lui oramai è stato dimissionato dalla moglie» scherza il leader del Carroccio che subito dopo torna serio: «Io ho detto che il partito unico è come una tonnara».

«Berlusconi ha detto che chi entra nella federazione non può più uscire. Allora è come la camera della morte. Mi sono stancato di parlare di queste cose. La Lega - tuona il Senatur - ha una sua storia e non può entrare in una federazione». Identità messa in pericolo dall’immigrazione clandestina: «Noi abbiamo cercato di metterci un freno. Ora la sinistra vuole farli entrare per poi dargli il voto».

C’è tempo per una battuta sull’ampliamento della base militare a Vicenza («Porta economia. La gente ha bisogno dello stipendio a fine mese») e sulla carenza di infrastrutture al Nord evidenziata dalla domanda di un telespettatore: «Nel prossimo Governo dirò a Silvio che il ministro dei Trasporti lo farà uno della Lega».

Fonte: LaPadania

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