Lega Nord Landriano
Gen
8

Perchè rimpiangere la lira

Ovvero i misfatti dell’Euro di Prodi…

Il Codacons ha fatto i conti in tasca agli italiani: risultato? In 5 anni di euro una pizza costa circa il 50 per cento in più mentre su alcuni beni i rincari sono stati all’incirca il doppio.

Si fa un gran parlare di come l’Euro abbia fatto aumentare il costo della vita e l’associazione dei consumatori per verificare gli effetti della moneta unica europea su prezzi di beni e servizi ha esaminato un paniere composto da 100 voci. dell’arrotondamento ai 10 centesimi previsto per legge.

Ecco qualche dato: gli aumenti più consistenti - sempre secondo il Codacons - si parla del doppio rispetto al prezzo in lira, hanno toccato piccoli oggetti come gli accendini e le penne a sfera con punte di incremento superiori al +92 %. Non si è salvato nemmeno il lotto (da sempre nel cuore degli italiani), giocata minima: +92,3%. I rialzi non hanno risparmiato i beni di primaria necessità, numeri alla mano: sale (+59%), riso (+44,7%), farina (+40%), limoni (+38,6%), olio di semi (+36,6%), tonno in scatola (+26,7%) e persino le uova confezione da 6 (+46,7%).

Gli euro-aumenti hanno toccato tutte le categorie di spesa, si va dalla messa in piega per signore (+53%), al detersivo per la lavatrice (+34,6%), passando per: lavanderia (+74,4%), candeggina (+42,8%), quadernoni (+38,8%), collant (+36%), biglietti dell’autobus (+30%) e spese di bollettino del c/c postale (+30%). Non si sono salvati nemmeno i prodotti di consumo preferiti dagli italiani: sigarette (+52%), pizza (+48,8%) e birra da 0,66 CL (+31%).

Che poi davvero questi incrementi siano stati determinati da un decisivo incremento a monte dei costi di produzione e distribuzione è ancora da appurare. Insomma, a quanto pare, i dati forniti da Codacons non fanno che confermare che gli aumenti ci sono stati; l’unica cosa che in 5 anni è rimasta immutata è la fama di “responsabile del caro-prezzi” della moneta unica, e non solo da noi.

Se in Germania, paese che di iper-inflazione ne sa qualcosa, ben il 58% dei cittadini ritornerebbe al marco tedesco, e un circa la metà dei francesi rimpiange il franco, nel nostro paese sono ancora molti i consumatori, a detta delle associazioni, che ragionano in lire e che considerano l’euro responsabile dell’impoverimento e dei disagi subiti. Per non parlare degli arrotondamenti dei negozianti che durante in cambio hanno per così dire “alleggerito” gli italiani di 70 miliardi di euro.

Fonte: Msn.it

Articoli simili:

Scritto in Informazione Politica |

Iviate un commento

Nota bene: E' abilitata la moderazione dei commenti. Il vostro commento dovrà essere approvato prima di essere pubblicato.