Il Governo pone la fiducia che non ha più
«Possono mettere tutte le fiducie che vogliono, ma hanno perso la fiducia più importante, quella del Paese intero, che li ha sfiduciati pubblicamente». Roberto Castelli, presidente dei senatori della Lega Nord, allarga le braccia di fronte alla decisione della maggioranza di ricorrere, per blindare la Finanziaria, al voto di fiducia, al Senato, per la decima volta dall’inizio della legislatura: in pratica, togliendo il mese di agosto, una media di due voti di fiducia al mese.
«Un’enormità. E questa volta è ancora più grave, perché il ricorso alla fiducia ci può anche stare, ma questo è uno strumento che si utilizza per chiudere una partita, mentre loro lo stanno utilizzando per non farla giocare nemmeno questa partita. Perché così non ci sarà dibattito e non si discuterà nemmeno su un emendamento».
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