Scendiamo tutti in piazza!
Loro pongono la fiducia e noi scendiamo in piazza. Da oggi invieremo a tutti gli organi di informazione questo foglio quotidiano per scandire il tempo che manca alla grande manifestazione del 2 dicembre. Una protesta che dimostrerà quanto gli italiani siano già stufi del Governo Prodi.
Se si mettessero in fila le associazioni, le categorie, i partiti politici e le organizzazioni d’ogni specie che sono scese in piazza o che hanno intenzione di farlo nelle prossime ore, si otterrebbe un corteo umano capace di coprire distanze inimmaginabili. E il bello deve ancora venire: mancano 15 giorni alla mobilitazione indetta a Roma, poco più di due settimane e da piazza San Giovanni giungerà chiaro il messaggio: Prodi dimettiti. Chiaro, no? Poi sarà il momento per ricominciare a parlare di politica con chi è capace a farlo con chi ha voglia, intelligenza e passione per farlo.
Si vorrebbe non parlare delle finanziaria: tutto sommato - una volta assodato che il governo Prodi non è capace di proporre al Paese un documento economico coerente - sarebbe più avvincente avviare dei ragionamenti di maggior respiro intellettuale e di più ampia prospettiva. Si potrebbero, per esempio, indicare le cause politiche di tale inadeguatezza, ci si potrebbe chiedere perché dopo che il ministro Bersani ha tentato (pur con esiti disastrosi) di avviare alcune liberalizzazioni, il vice-premier Rutelli, tutto tronfio e solitario, ha presentato un suo privato pacchetto di liberalizzazioni. Si potrebbe tentare di capire il motivo per il quale il progetto di liberalizzazione dei servizi pubblici proposto dalla ministro Lanzillotta abbia gettato scompiglio e lotte intestine tra gli amministratori dello Stato come tra i politici della maggioranza, o indagare sulla sparizione di più della metà delle misure di riforma della pubblica amministrazione che componevano il pacchetto Nicolais. Si potrebbe ragionare sul numero dei ministeri che è aumentato a fronte dell’impellenza annunciata di razionalizzare (che in sinistrese significa chiudere) le strutture dello Stato, prefetture, tribunali ecc.
Ma umanamente come si fa a non soffermarsi ancora a stigmatizzare una finanziaria a causa della quale si rischia di far scioperare addirittura l’Arma dei Carabinieri, come si può sorvolare su delle scelte economiche che ogni giorno a turno fanno sbattere istericamente i pugni sul tavolo a qualche ministro: una volta Mussi, un’altra Ferrero (che addirittura manifesta in piazza il suo disappunto contro il suo stesso governo), un’altra ancora Parisi il quale d’un tratto si accorge che il governo preferisce le canne della ministro Turco ai cannoni per la difesa (fermo restando che la spesa per questa voce è di fatto aumentata con buona pace dei pacifisti!).
Se si pensa poi, che il Governo non ha trovato via migliore che porre la fiducia alla manovra inserendola in un maxi-emendamento, la misura è davvero colma.
Finaziaria e bugie: ma quanto ci costi!
Durante la campagna elettorale lo avevamo previsto: il governo Prodi sarebbe costato almeno un migliaio di euro l’anno per una famiglia di quattro persone. Probabilmente ci eravamo sbagliati. Per difetto. I calcoli non sono definitivi, ma gli oltre 28 miliardi di nuove entrate previsti dalla finanziaria arriveranno per la quasi totalità dalle famiglie del ceto medio e costeranno almeno 1.300 euro a famiglia. A dispetto delle promesse da marinaio di Prodi prima del voto: aveva promesso di non aumentare la pressione fiscale, mentre invece la fa crescere di due punti.
Il governo, con i suoi provvedimenti, colpisce a 360° la vita delle famiglie italiane: incremento delle tasse sul risparmio, sulla casa, sull’auto, addizionali comunali e locali sull’Irpef, nuova curva delle aliquote peseranno sulla grande maggioranza delle famiglie ben oltre i mille euro l’anno.
Un colpo aggiuntivo lo riceveranno quei nuclei familiari titolari di piccole e piccolissime imprese. Per loro la finanziaria e il decreto fiscale prevedono la revisione degli studi di settore e più stringenti misure sul reddito di impresa, i cui effetti si sommeranno a quelli previsti per le famiglie.
All’aumento netto delle tasse, poi, vanno aggiunti gli effetti sui prezzi che la mannaia fiscale del governo Prodi produrrà, effetti la cui dimensione è difficile da stimare, ma che ci saranno sicuramente.
Nei prossimi giorni quantificheremo il costo del governo Prodi sulle famiglie italiane; per ora possiamo dire – senza tema di smentite – che Prodi è per l’Italia un carissimo Pinocchio!.
Soggiorno dei clandestini: e io pago…
Giovedì il governo Prodi ha tentato di prendere un po’ di soldi dalle tasche dei cittadini. Vorrebbe pagare il soggiorno in Italia a tutti gli immigrati clandestini che chiederanno asilo politico. Vitto e alloggio per tutto il tempo che occorrerà all’autorità competente di esaminare la richiesta.
La commissione bilancio della Camera aveva giudicato che “l’attuazione della direttiva”, inserita da un emendamento della sinistra, “appare suscettibile di determinare nuovi o maggiori oneri non agevolmente quantificabili, in particolare (…) riguardo alla durata del diritto del soggetto che presenti domanda di asilo di rimanere nel territorio nazionale in attesa di una decisione del giudice”. Naturalmente, se la domanda di asilo sarà respinta perché infondata, il soggetto avrà per tempo provveduto a rendersi irreperibile in attesa di una sanatoria del governo Prodi. Solo gli interventi di alcuni senatori dell’opposizione hanno stoppato il provvedimento nell’Aula del Senato, almeno fino alla settimana prossima, o forse fino al 2007.
Prodi ti scrivo, così mi distraggo un po’
Domani e domenica 19 novembre, in tutte le piazze venete sarà possibile acquistare una delle 100.000 cartoline che i cittadini potranno inviare al presidente del Consiglio dei Ministri per protestare contro la Finanziaria 2007”. Ecco i quesiti che sarà possibile inviare al presidente del Consiglio dei Ministri: ”Fino a quando, Romano, abuserai della nostra pazienza? Quanto sudore veneto vuoi ancora sperperare con la tua legge finanziaria? In Veneto siamo stanchi di subire il centralismo romano! Lasciaci i nostri soldi! Federalismo fiscale subito!”. ”La cartolina vuole essere un modo per far sentire ancor più forte la voce dei veneti nelle stanze di palazzo Chigi - hanno spiegato i consiglieri regionali e segretari provinciali, Roberto Ciambetti (Vicenza), Maurizio Conte (Padova), Daniele Stival (Venezia Orientale) e Gianantonio Da Re (Treviso). Si tratta di una operazione che coinvolge tutte le città della Regione, dove saranno allestiti i gazebo del Carroccio. Il nostro sarà un grido dal Veneto contro la finanziaria e a favore del federalismo fiscale”.
Sabato 18 e domenica 19 recati presso uno dei 408 gazebo organizzati dalla Lega Nord per prenotare il tuo posto sui nostri pullman.
Elenco gazebo Lega Nord:
http://www.leganord.org/eventi/lega/2006/gazebonov/gazebo.asp
Sms:
Ecco il nuovo sistema di tassazione inventato da Prodi, geniale nella sua semplicità. a) Quanto guadagni? b) Mandaceli.
A sei mesi di governo Prodi a largo delle coste albanesi avvistati i primi gommoni di cittadini italiani
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