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Gen
25

In edicola un Corriere contraffatto

Free Image Hosting at allyoucanupload.comIn molti avranno cercato ieri in edicola il Corriere della Sera: in vicende come quelle di questi giorni la voce del più autorevole (?!) quotidiano italiano, da sempre specchio della borghesia lombarda, non può che essere interessante.

Peccato che ieri il vero quotidiano di via Solferino non si trovasse da nessuna parte: al suo posto, un Corriere contraffatto, stampato in chissà quale tipografia clandestina. Comprandolo, gli ignari lettori hanno trovato nella parte alta della prima pagina (quella sopra la piega, per intenderci: ossia quella che ha maggiore visibilità): editoriale di Mario Monti sul rapporto Attali (si legge “Attalì”) intitolato “Un’agenda super partes”; il titolo d’apertura sul Medio Oriente, “I palestinesi sfondano il muro. Abbattuto il confine: corsa per gli acquisti dopo una settimana di embargo israeliano”, con commento di Antonio Ferrari “Due Hamas in guerra” e intervista a Yehoshua “Questa è l’ora della tregua”. Infine, nella parte alta, gli “strilli” dedicati al “Grande affare delle gite scolastiche” (parbleau!), all’imprescindibile tema “Merkel e Gates: un pc per tutti i poveri” e all’altrettanto imperdibile “Dinastia dei paperi” (leggasi Qui, Quo e Qua, con vari zii).

E la crisi di Governo che sta squassando il Paese? Trova posto solo nella parte bassa del giornale, ridotta a un taglio medio con tre righine striminzite di riassunto. Mi sono ribellato: no, non poteva essere quello il vero Corriere! Ho chiesto all’edicolante di sostituirmi la copia, di darmene una autentica. Senza esito.

Cattivo pensiero finale: e se questa “stranezza” fosse dovuta a un celebre editoriale del grande capo di via Solferino, Paolo Mieli, con il quale il direttore invitava la borghesia lombarda (senza esito) a votare per Romano Prodi?

[Data pubblicazione: 25/01/2008]

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