Lega Nord Landriano
Ott
3

Il Governo prende in giro il Nord

Free Image Hosting at allyoucanupload.com«Una reazione ipocrita e isterica, da marito tradito. Ma la Lega non ha sposato nessuno e, se qui c’è qualcuno che è stato tradito, questo è il Nord».

Roberto Maroni attacca il Governo per aver disatteso gli impegni sul federalismo fiscale e la devolution lombarda e accetta il dibattito parlamentare chiesto dagli ulivisti sulle parole pronunciate da Bossi a Vicenza. «Ben venga - replica il capogruppo del Carroccio -. Sarebbe il primo sulla Questione Settentrionale».

Onorevole Maroni, cosa c’è dietro a questo moto d’indignazione della sinistra?
«Io ci vedo molta ipocrisia, ma anche il tentativo di nascondere la grave crisi che la maggioranza sta attraversando.
Una crisi di valori, di identità, di progettualità. La sinistra ormai è capace solo di litigare e per questo vuole trasferire su Bossi e sulla Lega polemiche che altrimenti rischierebbero di travolgerla. Bossi ha semplicemente ritirato fuori la Questione Settentrionale».
Un argomento che la sinistra affronta solo a parole. Da questo Governo al Nord non è arrivato nulla di buono.
«Nulla di positivo e molto di negativo. L’aumento della pressione fiscale contenuto nella scorsa Finanziaria è stato micidiale e in questa manovra si prevedono altri tagli per i Comuni».

Parla della riduzione dell’Ici?
«Esatto. Perché si taglia l’Ici, e questo naturalmente è un bene, ma siccome non è ancora prevista alcuna compensazione per questo taglio e siccome l’Ici è l’unica imposta che va direttamente nelle casse dei Comuni, il risultato che si otterrà sarà di trasformare un’imposta federalista in un’altra imposta centralista. Con l’obbligo, per i Comuni, di scegliere tra ridurre i servizi o aumentare l’addizionale Irpef. Per i cittadini sarà una beffa, perché diminuirà l’Ici ma aumenterà l’addizionale Irpef. Ma tutto questo ovviamente accadrà dove si pagano le tasse, dove le case sono accatastate e dove il sistema funziona: quindi non certo al Sud».

Il Governo sta anche traccheggiando sulle richieste di devolution della Regione Lombardia. È vero che l’audizione del Governatore Formigoni non è ancora stata calendarizzato?
«Proprio così, ma non è tutto. Dopo l’incontro a Milano tra Bossi e Prodi, durante il quale il presidente del Consiglio aveva promesso il massimo impegno dell’Esecutivo sul Federalismo fiscale, il Governo aveva approvato un disegno di legge. Era il 3 agosto. Ebbene, a distanza di due mesi in Parlamento non c’è traccia di questo provvedimento. A noi era avevano detto che il provvedimento sarebbe stato approvato prima dell’estate in modo da poter inserire il Federalismo fiscale nella Finanziaria».

E invece in Finanziaria non c’è. Dialogo chiuso?
«Noi ci sentiamo presi in giro. E quando la Lega si sente presa in giro dal Governo pensa che il Governo stia prendendo in giro il Nord. È per questo che Bossi, con i suoi modi, ha voluto riportare al centro del dibattito la Questione Settentrionale. Questa reazione indignata della sinistra dimostra che il re è nudo. Perché non è logica».

In che senso?
«Se pensano che il nostro sia solo folklore allora perché tutti questi paroloni? E se pensano che siamo davvero una minaccia per la democrazia perché continuano a chiedere la nostra disponibilità a discutere di riforme istituzionali? Mi pare una reazione da marito tradito. Ma vorrei precisare che la Lega non ha sposato nessuno e che, se in questa faccenda c’è qualcuno che è stato tradito, quel qualcuno è la Lega, tradita dalle promesse vane del Governo Prodi. Noi potevamo scegliere di stare zitti. Invece abbiamo scelto di dire con forza che il Governo sta tradendo il Nord. Sul Federalismo fiscale, ma anche sulle tasse e sulla questione Alitalia».
La sinistra ha mobilitato anche le sue figure istituzionali: il Capo dello Stato ma anche il presidente della Camera.
«L’intervento di Bertinotti mi ha sorpreso. Perché non mi pare che sia intervenuto con la stessa durezza quando Caruso ha detto cose terrificanti, definendo Biagi e Treu come assassini, oppure quando esponenti del suo partito sono andati a inneggiare a Nadia Desdemona Lioce davanti al carcere de L’Aquila. Ma è il solito doppiopesismo della sinistra, quell’atteggiamento per cui tutto ciò che dicono loro, anche se violento, va bene, mentre tutto ciò che dicono gli altri è sbagliato. Devono capire, però, che l’intolleranza nei nostri confronti è intolleranza nei confronti di ciò che noi rappresentiamo. E questa insofferenza nei confronti del lombardo-veneto, che non ha votato a sinistra, i cittadini la vedono tutti i giorni in ogni provvedimento di questo Governo».

Insensibile alla causa del popolo padano, la sinistra è assai più sensibile alla causa del popolo palestinese. Ci sono lotte di liberazione e lotte di liberazione…
«Infatti. Il provvedimento più importante che la maggioranza questa settimana porterà in Aula è una legge che assegna finanziamenti all’Olp, l’Organizzazione per la Liberazione della Palestina fondata da Arafat. Insomma, la lotta di liberazione contro l’oppressore va bene se è fatta da loro e dai loro amici. Se è fatta da qualcun altro contro il loro Governo, però, ecco che parlano subito di odio e di fascismo. Così Gentilini è un “razzista” quando parla di tolleranza zero mentre Cofferati e Deminici se dicono le stesse cose sono solo “uomini d’ordine”».

La maggioranza pare decisa a montare il caso. Sulle parole di Bossi è stato chiesto addirittura un dibattito in Parlamento. Che ne pensa?
«Ma ben venga un dibattito in Parlamento sui problemi posti da Bossi! Sulla Questione Settentrionale sarebbe il primo. Tuttavia nessuno s’illusa. La Lega non giocherà in difesa. Al contrario, attaccherà a testa bassa. Per smascherare i nemici del Nord».

[Data pubblicazione: 02/10/2007]

Articoli simili:

Scritto in Informazione Politica, La Padania |

Iviate un commento

Nota bene: E' abilitata la moderazione dei commenti. Il vostro commento dovrà essere approvato prima di essere pubblicato.