Boicottiamo i prodotti dei carrozzoni di Stato
Se dobbiamo volare, evitiamo Alitalia. Se dobbiamo far benzina, evitiamo l’Agip. Se abbiamo bisogno di un qualunque altro bene o servizio forniti da un’azienda di Stato, scegliamo, quando possibile, la concorrenza privata. Insomma, per “convincere” lo Stato ad essere meno esoso e a sfruttare meglio le risorse sottratte ai cittadini attraverso il fisco, “rivoltiamoci” fislcalmente anche attraverso il boicottaggio dei carrozzoni pubblici.
«Ci sono costati e continuano a costarci una follia», spiega il senatore leghista Piergiorgio Stiffoni. «Prendiamo ad esempio Alitalia. Non vedo altre soluzioni che congedarsi da tutti con un sereno fallimento. Ormai anche lo stesso presidente Prato ha ammesso, durante un’audizione in Senato, di non avere altra funzione se non quella del notaio in una situazione fallimentare che potrà andare avanti sì e no fino alla prossima primavera. E non c’è altra soluzione, così come continua a venire gestita la compagnia aerea, con il suo esubero enorme di personale che ci costa una follia al giorno».
Che cosa propone di concreto?
«Ogni tanto bisogna avere il coraggio di copiare dall’imprenditoria straniera. Ryan Air, per esempio, sta facendo utili spaventosi con una frazione del personale di Alitalia. La quale conta un grande numero di dipendenti assunti con criteri clientelari e senza una reale necessità. Chi vola su Ryan air, per esempio, fa il biglietto su internet, non c’è la necessità di tutto quel personale di terra. Vi sono invece altre compagnie “di bandiera”, come Swiss Air o Sabena che hanno chiuso i battenti perché con il sistema dei vecchi carrozzoni non è più possibile andare avanti. E sono ripartite da capo».
Non c’è proprio più nulla da fare?
«C’è da fare attenzione. Non vorrei che tra i piani di questo governo venisse fuori qualcosa tipo un nuovo “caso Olivetti”. Molti dipendenti lasciati a casa dall’azienda di Ivrea furono assunti nella Pubblica ammistrazione, per fare un piacere agli amici degli amici. Non vorrei ora che tutti quei dipendenti di troppo in Alitalia finiscano per venire assunti come dipendenti statali. Ho paura che il discorso del ministro alla Funzione pubblica Luigi Nicolais, circa la possibilità di assumere un nuovo dipendente pubblico per ogni tre pensionati, fosse diretto proprio al riassorbimento degli esuberi di Alitalia».
Mi parli di qualche altro “carrozzone” statale da boicottare, per chi intende seguire questo punto della rivolta fiscale.
«Mi viene in mente subito l’Agip. Tutti andiamo a rifornirci di carburante ma, personalmente, è da un bel pezzo che io non vado più all’Agip. Dalle mie parti, per esempio, vi sono vari imprenditori che hanno catene di pompe indipendenti. Da uno di loro ho pagato il gasolio 1 euro e 8 centesimi. Normalmente lo si trova a un euro e 80, quando non addirittura a un euro e 150 centesimi. Una bella differenza: tradotta nelle vecchia valuta sono duecento lire in meno al litro. Vi sono tante compagnie che vendono carburante a prezzi inferiori a quelli dell’Agip e offrono un servizio migliore. Con questa forma di protesta, il consumatore da una parte risparmia e dall’altra manda allo Stato un segnale importante di ribellione».
[Data pubblicazione: 29/09/2007]
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