Non lasciamo la Lombardia alla sinistra

Per quanto ci riguarda, qualunque sia il numero delle regioni nella quali il centrodestra andrà a governare dopo le elezioni del prossimo 28 e 29 marzo, e naturalmente pensiamo sia utile e necessario che ciò avvenga in tutte e tredici le regioni interessate al voto, sul piano squisitamente politico ciò che conta è che una volta per tutte si possa comunque spezzare quel filo conduttore, fatto di interessi e clientele, che per decenni ha fatto sì che queste istituzioni, soprattutto al centro-nord, fossero ad esclusivo appannaggio della classe dirigente di sinistra.

Nate come enti di decentramento amministrativo in realtà le regioni si sono con gli anni tramutate in una sorta di centro di smistamento di potere, in prevalenza a favore dei partiti riconducibili al centrosinistra, che si intersecava con quello di Roma ladrona e che ad esso si subordinava completamente. Nelle mani di una sinistra per niente incline alla tutela e al rispetto delle specificità locali, ma anzi organizzata per sua stessa natura in modo tale da privilegiare e incrementare sempre di più il centralismo romano.

Le istituzioni regionali così intese hanno tradito le aspettative della gente, per diventare ai loro occhi enti buoni solo a far lievitare la spesa pubblica. Non è servita peraltro a cambiare le cose nemmeno la riforma del titolo V della Costituzione, voluta e approvata in tutta fretta dal centrosinistra nel 2001, utilizzata più come specchietto per le allodole alle Politiche di quello stesso anno che non per porre in essere un concreto cambiamento nei rapporto tra Stato e regioni. Anzi, con quella riforma, si sono avuti risultati esattamente opposti a quelli annunciati, facendo di fatto diventare il conflitto di competenze tra Stato e regioni un tale guazzabuglio, dal quale ancora oggi stiamo cercando di uscirne con la nostra concreta “riforma federale” dello Stato. Quasi a certificare il totale fallimento delle amministrazioni regionali guidate dal centrosinistra sono poi venuti fuori, uno dopo l’altro, tutta una serie di scandali locali, come quelli legati alla gestione della sanità in Abruzzo e Puglia, che la dicono lunga su come la sinistra utilizzi il potere a livello regionale.

Tutto questo non va dimenticato ed è per questo che, lungi dal considerare scontati risultati e pronostici elettorali (ancorché favorevoli alla Lega Nord, data in crescita un po’ dappertutto con un gradimento che interessa trasversalmente giovani e anziani, uomini e donne, dipendenti e titolari di piccole imprese), invitiamo tutti gli elettori a riflettere sull’importanza di mobilitarsi in massa per dare il loro voto alla Lega Nord. Si tratta infatti di un’altra occasione per fare in modo che si continui sulla strada delle riforme.

Le solite promesse di Penati…

Non ci sorprende affatto la promessa di Penati di tagliare di mezzo punto l’addizionale Irpef regionale qualora venisse eletto presidente lombardo: dopo essere stato eletto la prima volta in Provincia di Milano promettendo di tagliare il ticket sanitario, ben sapendo che non rientrava nelle sue competenze, è naturale che ora sparerà alto su temi cari ai lombardi.

Nonostante le classiche promesse elettorali, siamo comunque certi che i lombardi sapranno distinguere tra chi ha sempre operato in tutti questi anni per il loro bene, da chi, invece, aspetta solo la campagna elettorale per dichiarare intenti che non sarà mai in grado di concretizzare.

Non ci sorprenderemmo se il prossimo tema su cui Penati dedicherà la propria attenzione sarà quello della sicurezza e dell’immigrazione clandestina: come dire che senza i progetti portati avanti dalla Lega Nord in tutti questi anni, non è neppure possibile iniziare una campagna elettorale

Buon Natale a tutti

Cari fratelli padani,

stiamo per mandare in archivio un 2009 che, per il nostro movimento è stato certamente positivo.
Alle elezioni Europee di giugno, come ben sapete, siamo andati in ‘doppia cifra’, sfondando oltre il 10% dei consensi elettorali. Non poteva andare meglio. Senza considerare i tanti altri importanti risultati ottenuti grazie alla quotidiana azione dei nostri ministri e dei nostri parlamentari, a Roma, e dei nostri amministratori locali, sul territorio. Risultati sotto gli occhi di tutti.

Basti pensare al drastico calo – meno 90% – degli sbarchi di clandestini o all’aumento della sicurezza nelle nostre città.
O al federalismo fiscale che il Parlamento, lo scorso aprile, ha approvato, definitivamente. O alla difesa e salvaguardia delle nostre imprese, soprattutto quelle piccole e medie, dei nostri posti di lavoro e della nostra economia, nonostante la pesante crisi finanziaria internazionale che ha colpito tutti i Paesi occidentali. O ancora alla protezione e alla valorizzazione del lavoro dei nostri allevatori e agricoltori, alla battaglia che ha permesso di introdurre il marchio doc ‘made in italy’ per tutelare i nostri prodotti oppure, per quanto concerne la lotta agli sprechi, il taglio di quasi 40 mila leggi inutili e l’approvazione del Codice per le Autonomie, che porterà all’eliminazione di circa 50 mila poltrone negli enti locali, cui seguirà un altrettanto drastico taglio del numero di deputati e senatori.

Risultati concreti, dagli effetti immediati, che hanno permesso di risparmiare risorse importanti, dando così risposte rapide alle richieste e ai bisogni dei cittadini, delle famiglie, dei lavoratori e del mondo produttivo.

E nel 2010 che sta per aprirsi – oltre a proseguire in questo cammino di cambiamento e di riforme – continueremo a combattere, con l’energia e l’ostinazione che da sempre contraddistinguono la Lega Nord e il nostro segretario Umberto Bossi, le nostre battaglie storiche in difesa della nostra identità e delle nostre tradizioni, a cominciare da quelle per preservare simboli come il crocifisso, il presepe o le feste di Natale, da chi pretenderebbe di farceli mettere in soffitta.

Ma nessuno di noi ha intenzione di rinunciare a questi valori!

Proprio per questa ragione l’augurio che rivolgiamo a tuttiè quello di poter trascorrere serenamente queste sacre feste, con i propri cari, e di ritemprarvi in vista di un 2010 che si preannuncia intenso e ricco di impegni, a cominciare dalle elezioni Regionali del prossimo marzo: a breve, infatti, avremo i primi governatori leghisti.

Ancora auguri a tutti voi e ai vostri cari, per un Buon Natale e un felice 2010.

IL CENTRO DI RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI DI LANDRIANO E’ FUORILEGGE

A valle dell’increscioso episodio che vede l’amministrazione comunale colpevole di non aver nemmeno tentato di accedere ai finanziamenti stanziati dal governo per realizzare o adeguare i centri di raccolta dei RAEE (i.e. Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), ecco che un’altra grave inadempienza getta un’ennesima macchia scura sul discutibile affresco naif che il Sindaco tenta di spacciare come nobile opera d’arte del proprio operato politico.

Il 18 gennaio 2010 sarà la data di scadenza entro la quale il gestore del centro di raccolta differenziata dei rifiuti, cioè il Comune di Landriano, dovrebbe adeguare il centro stesso ai requisiti normativi previsti dai Decreti Ministeriali del 13/05/2009 e del 08/04/08, peccato che tuttora il centro di raccolta di Landriano non rispetti più della metà dei requisiti previsti, compromettendo l’integrità ambientale e sanitaria del nostro territorio.

Tanto per cominciare le zone di carico e scarico dei rifiuti, costituite da cassoni scarrabili, oltre a non avere idonee rampe di accesso per agevolare il getto dei rifiuti da parte dell’utente, non sono nemmeno impermeabilizzate per impedire conseguenti contaminazioni del suolo e quindi della falda acquifera.

In aggiunta a quanto detto, il perimetro dell’area non è mimetizzato da opportune alberature per limitarne l’impatto visivo e paesaggistico, malgrado il centro sia praticamente sotto i balconi del nuovo centro residenziale di Via Cattaneo, così come in corrispondenza dell’ingresso non è installata l’esplicita cartellonistica illuminata, dimensionata ed esauriente secondo quanto dettato dal Decreto Ministeriale di riferimento. Per non parlare della caoticità e della casualità che caratterizzano l’interno del centro, ove l’utente è disorientato di fronte all’assoluta mancanza di segnaletica e di indicazioni relative a dove conferire le diverse tipologie di rifiuti che deve smaltire.

Tra tutti gli altri elementi di non conformità che caratterizzano il centro di raccolta di Landriano, sottolineo inoltre la non esaustività dello stesso, dovuta al fatto di non essere attrezzata per accogliere tutte le tipologie di rifiuti previste dai decreti ministeriali applicabili.

Insomma un vero e proprio centro fuorilegge, una potenziale fucina di disagi ambientali e sanitari di cui l’amministrazione comunale ha dimostrato e dimostra tuttora un totale disinteresse.

Un’apposita interpellanza è stata protocollata in Comune ad opera del consigliere Simone Mazzon (Lega Nord) e sarà oggetto di discussione durante il prossimo Consiglio Comunale, che si preannuncia “di fuoco”.

Rifiuti, lo scontro

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In risposta a quanto scritto nell’articolo, possiamo dire che la precarietà per questa amministrazione di sinistra, ormai dura da 15 anni.

Sul fatto che sia nascosta lo vorremmo chiedere a chi abita nelle immediate vicinanze. Ci meraviglia l’affermazione che la pavimentazione attuale sia di cemento. Ma il tecnico è mai stato a fare un sopralluogo?

Non commentabile invece la questione illuminazione: il tutto lascia pensare che il comune non sia attento alle esigenze dei cittadini lavoratori.

Lega Nord per il cittadino: richiedete il rimborso dell’Iva versata nelle tasse sui rifiuti!

Una recente sentenza della Corte costituzionale ha stabilito che sia la Tarsu (tassa di smaltimento rifiuti solidi urbani) sia la Tia (tariffa igiene ambientale) sono imposte e come tali l’Iva non deve essere applicata.

Potete richiedere il rimborso (limitato alle fatture degli ultimi 10 anni) da chi vi ha fatturato la Tia. Qui scaricate il modulo per richiedere il rimborso. Prima di compilarlo verificate sulle fatture degli ultimi 10 anni se l’Iva è stata applicata: se l’avete versata allegate al modulo le copie delle fatture ed elencate gli importi nella tabellina riepilogativa che trovate nel modulo stesso.

Alcune precisazioni:

  • Se non avete nulla che provi il versamento dell’Iva perché avete solo i bollettini, usateli comunque senza indicare gli importi dell’Iva versata.
  • Se negli ultimi 10 anni è cambiato il gestore del servizio, ad esempio siete passati dal versamento al comune a quello all’ente municipalizzato, inviate due richieste separate per i rispettivi periodi di competenza.
  • La prescrizione per la richiesta di rimborso dell’Iva è di 10 anni, ma potete bloccare questo termine inviando il modulo tramite raccomandata con ricevuta di ritorno.
  • Il comune o gli altri enti a cui avete pagato hanno 90 giorni per rispondere alla vostra richiesta di rimborso. Se non rispondono vale il principio del “silenzio diniego”.
  • Potete presentare la richiesta di rimborso fino al 24 luglio 2011, ovviamente più aspettate più slittano i termini di prescrizione. In pratica entro il 2009 potete chiedere il rimborso fino al 1999, dal 2010 potete risalire al 2000 e così via…

Se l’Ente non riconosce la sentenza della Corte costituzionale e vi nega il rimborso, o non risponde, potete presentare un ricorso alla commissione tributaria provinciale. Per fare ricorso alla commissione avete 60 giorni di tempo dal momento in cui ricevete la risposta negativa dell’ente o dal termine dei 90 giorni dalla presentazione della richiesta di rimborso.

Acqua Pubblica: la posizione della Lega Nord

La questione della cosiddetta “privatizzazione” dell’acqua tiene banco in molti consigli comunali. Innanzitutto occorre ricordare che i deputati della Lega sono stati accusati di far parte di un gruppo di “Rifondazione Leghista”, tanto la nostra posizione è storicamente a difesa dell’acqua pubblica.

La Lega infatti vuole una normativa che salvaguardi il ruolo dei nostri comuni e la pubblica proprietà delle reti e, pur promuovendo l’iniziativa privata come preteso dall’Europa, riduca i costi per le pubbliche amministrazioni e garantisca la migliore qualità dei servizi. Nell’attuazione delle direttive europee la Lega inoltre vuole che l’amministrazione pubblica – qui si è concentrata buona parte dei nostri sforzi – possa continuare ad optare per la gestione diretta (in house). Il Governo, incaricato dal Parlamento di redigere il Regolamento sulla disciplina dei servizi pubblici locali (previsto dall’art. 23-bis del Decreto-legge 112/2008) ha chiesto al Parlamento un ulteriore intervento chiarificatore per meglio tutelare quegli Enti locali che vogliono continuare a gestire l’acqua in proprio, ovvero con le proprie società municipalizzate (in house vale a dire affidamento diretto a società a capitale pubblico controllata dal pubblico).

Fermo restando che l’Europa chiede la messa in gara dei servizi pubblici locali perché con la concorrenza i servizi ai cittadini dovrebbero migliorare di qualità e diminuire nei costi. In base alle indicazioni europee, il ricorso all’affidamento in house può essere ammesso solo “qualora ricorrano obiettive ragioni tecniche od economiche”. La difficoltà incontrata nell’ultimo decennio ad oggi è tutta qui: è infatti difficile definire quali siano queste ragioni tecniche o economiche per evitare di incorrere nelle sanzioni. Il risultato ottenuto dalla Lega è che il Parlamento ha ribadito, per l’ennesima volta, che le reti, il patrimonio pubblico, erano, sono e resteranno dei cittadini.
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Raccolta Firme Petizione Crocifissi

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Giù le mani dal Crocifisso, per difenderela nostra Storia, la nosrta Cultura e le nostre Tradizioni!

Taglio dell’Irap, da sempre una proposta della Lega

"Il taglio dell’Irap è da sempre una nostra idea. Lo testimoniano anni di battaglie. Siamo contenti che le nostre idee abbiano fatto breccia". Cosi’ il presidente dei deputati della Lega nord, Roberto Cota, sulla proposta di taglio dell’Irap avanzata dal premier Berlusconi.

"Adesso e’ il momento di dare delle risposte alle imprese e bene Berlusconi sul taglio dell’ Irap", ha commentato il vicepresidente della commissione Bilancio del Senato, Massimo Garavaglia. ‘"n Finanziaria – ha aggiunto – la Lega come al solito ha presentato pochi emendamenti, il principale riguarda proprio il taglio dell’ Irap a partire dalle piccole e medie imprese. E’ giusto che dalle parole si passi ai fatti".

Con la Lega in maggioranza mai leggi pro Islam

"Noi della Lega Nord siamo in Parlamento per affrontare i problemi reali del Paese, per aiutare le famiglie, le imprese, i lavoratori. E invece ci sono parlamentari di altri gruppi che pensano a introdurre l’insegnamento dell’Islam nelle scuole, ad abbassare gli anni per ottenere la cittadinanza e a concedere il voto agli extracomunitari. Cose che non servono al Paese e che non sono in alcun modo richieste dai cittadini. Tanto per esser chiari queste proposte non hanno futuro perche’ non sono inserite nel programma di Governo e perche’, in ogni caso, con la Lega Nord in maggioranza non passeranno mai". Lo dichiara Federico Bricolo, presidente della Lega Nord al Senato.